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Sunraysia Safari Rally 2018 : una competizione unica!

L’edizione 2018 del Sunraysia Safari Rally si è svolta durante la prima settimana di Agosto nella Contea di Sunraysia.

 

Siamo nel New South Wales, ai confini con il Victoria State, lungo le rive del Murray River; un ambiente mozzafiato, un paesaggio suggestivo e coinvolgente, dove la natura regna incontrastata ed i canguri danno il buongiorno a tutti.

 

 

Qui si sono ritrovati i concorrenti per partecipare al Sunraysia Safari Rally, in totale 58 equipaggi tra auto e moto, divisi in categorie diverse rispetto a quelle dei campionati FIA e FIM che abitualmente conosciamo.
Lo spirito corsaiolo che domina questa competizione è molto interessante , infatti si corre contro il tempo; ma al service park tutti si aiutano, tutti collaborano ed alla fine della competizione tutti i mezzi partiti hanno anche raggiunto il traguardo.
La competizione ha preso il via, dopo una giornata di verifiche, con una prima prova speciale di 105km nella tenuta di Woorlong. Terreno duro, molta polvere, navigazione facile, grazie ad un road-book molto preciso e dettagliato. La vittoria della tappa è andata al Ford Ranger di Jhon Pourhouse. La seconda giornata di gara prevedeva un totale di 549 km con 4 prove speciali, ma per motivi di siccità la prima prova è stata annullata, quindi il totale di tappa è stato di 485km. La bellezza del paesaggio è indescrivibile. Piste che corrono lungo le proprietà terriere, suddivise da km e km di recinzioni. E qui balza all’occhio un’altra regola molto particolare di questa competizione: i cancelli !

 

 

Infatti lungo il tracciato ce ne sono molti, che suddividono i vari spazzi ai cui interno pascolano gli animali. Dopo aver preso accordi con i proprietari l’organizzatore può lasciarne alcuni aperti, e questi sono contrassegnati con il cartello blu. Ci sono invece altri “Gate” che debbono essere aperti e chiusi ad ogni passaggio, quindi ogni navigatore deve scendere, aprire il cancello e poi risalire. Questi cancelli sono segnati sul road-book ed in loco con il cartello giallo.

 

Il terzo giorno di gara, doveva essere il più lungo, 649km, ma a causa della grande siccità, la seconda prova speciale nella proprietà di Grand Junction è stata annullata, così il totale è sceso a 605km.

 

La prova speciale più competitiva ed anche coreografica è stata quella nella proprietà di Nindethana a nord di Wentorth, dove non sono mancati errori di navigazione. Alla fine della giornata, in ogni caso, il service park era in fermento, e tra chiacchiere e commenti, tutti molto positivi, i piloti ed i meccanici hanno rimesso a nuovo praticamente tutti i mezzi. La tappa numero 4, ha visto al via 19 su 20 equipaggi auto, per un percorso decisamente interessante, anche se accorciato di una prova speciale. Il totale di giornata è stato comunque di 581km, di cui la terza speciale, nella zona di Tarcoola a ridosso delle dune di sabbia. Questo tratto di percorso è stato particolarmente apprezzato da alcuni piloti, mentre altri hanno sbagliato la navigazione, tralasciando il tratto di dune. La giornata, particolarmente ventosa ricordava le tempeste di sabbia che si incontrano in mezzo al Sahara, ma nonostante ciò non sono mancati i canguri ed i paesaggi fiabeschi.

 

 

 

La tappa numero 5 ha proposto un percorso di 424km totali attraverso il rosso bush australiano, la tappa è iniziata male per il buggy 317 che ha centrato in pieno un canguro a soli 3,7 km dall’inizio della prima prova cronometrata.

Ciò nonostante è riuscito a terminare la prova e raggiungere il service park, dove ha ripristinato il mezzo per gli ultimi km di gara.

 

Ogni tappa prevedeva un service park, realizzato in un punto strategico ai fini del tracciato e soprattutto posto in una proprietà, dove veniva offerto, a tutti gli equipaggi ed ovviamente anche a meccanici e staff il pranzo. Il cronometro, infatti, veniva “fermato” e nel regolamento la pausa pranzo è contemplata!

 


Tra gli equipaggi auto partecipanti, i marchi più presenti sono stati Ford, Nissan, Mitsubishi, Can-Am, Subaru; i veicoli che a noi sono sembrati più particolari sono stati due: le Holden Commodore a 2 ruote motrici; ed una Datsun 1600, che nonostante la sua età ha concluso la competizione in quattordicesima posizione assoluta. La vittoria generale è andata al Ford Raptor di Michael Denham e Daniel Adam.

 

Le classifiche sono disponibili sul sito: www.sunraysiasafari.com.au


E’ vero che l’Australia è lontana dall’Europa, ma questa competizione, senza dubbio, è anche un’Avventura che va vissuta, almeno una volta. Poter percorrere piste e paesaggi così diversi, in un clima di divertimento e sicurezza assoluta, è entusiasmante. E’ infatti doveroso sottolineare il grande lavoro che l’organizzazione, capitanata da Troy Bennett, ha effettuato per realizzare un road-book estremamente dettagliato; un percorso sicuro, controllato da elicotteri e dal sistema Rally Safe. Un sistema di mappe e di istruzioni per accedere ai vari punti dei percorsi per tutti i veicoli dello staff e dei media, che non avevamo mai visto, che ci ha permesso di attraversare tutta la contea di Sunraysia senza l’uso del GPS e senza mai perdere il percorso.
Per l’edizione 2019 non mancheranno le novità, tra cui, per le moto, la possibilità di correre con licenza FIM.

 

testo e foto di Motorsand4x4.com

 

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