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Secondo Raduno Rosa

 

Il Raduno è riservato alle donne; a condurre le auto potevano essere esclusivamente le Ragazze, i maschi potevano ovviamente partecipare all’evento, ma (finalmente?) nella, per loro insolita, veste di navigatore o accompagnatore.
Il secondo motivo è il vero grande e importantissimo valore aggiunto del “Raduno Rosa” e cioè il diretto collegamento e abbinamento alla “Casa delle Donne” di Bologna cui sarà devoluto tutto il ricavato del Raduno.

La “Casa delle Donne” è un’associazione, assolutamente senza scopo di lucro, nata nel 1990 per volere di un gruppo di donne per dare protezione e aiuto alla donne che hanno subito qualsiasi tipo di violenza, fisica e/o morale, o che siano state costrette alla prostituzione. Dal 2010 la “Casa delle Donne” ha ottenuto il riconoscimento giuridico.

Sono tre gli appartamenti, per un totale di 21 posti letto, gestiti dal Personale della Struttura a cui si aggiungono 7 piccoli appartamenti in cui possono trovare alloggio piccoli nuclei famigliari e una casa con 9 posti letto per le emergenze.
Il Personale della “Casa delle Donne”, tutto appositamente istruito e continuamente aggiornato, è in grado di offrire, e senza nulla chiedere in cambio, aiuti che risultano decisivi. Si va da “semplici” colloqui telefonici alla consulenza legale, dall’accompagnamento ai servizi socio-sanitari all’orientamento al lavoro. Importante poi il sostegno alla genitorialità per madri e supporto ai genitori le cui figlie minorenni hanno subito violenza.
Il tutto, forse inutile dirlo, con la massima e assoluta riservatezza. Nessuno sa chi sono e dove vengono ospitate le donne che si rivolgono alla “Casa delle Donne”.

La festa, perché il “Raduno Rosa” si è rivelato una vera e propria festa, è iniziata alle 8,30 di domenica 12 giugno in piazza “Otto agosto”, resa disponibile dal Comune di Bologna, quando venticinque Equipaggi si sono presentati.
Una volta espletate tutte le formalità e ricevuto il dettagliatissimo road Book le ragazze hanno preso posto sul sedile di sinistra e, avviati i motori, hanno iniziato la “loro” avventura.
I primi chilometri sono stati un po’ noiosi essendo su asfalto poi, finalmente lo sterrato. Inizialmente decisamente facile, tanto per scaldare i muscoli, poi una serie di passaggi impegnativi che hanno messo alla prova le capacità di guida delle Protagoniste che si sono rivelate nettamente al di sopra delle aspettative.
Il “servizio assistenza” che l’organizzazione aveva posto in corrispondenza dei punti più impegnativi si è molto annoiato restando per tutta la giornata inoperoso, unica attività applaudire quando le ragazza superavano con grande naturalezza l’ostacolo.

Al termine del Raduno il volto di Francesca Bendandi, segretaria del “Club Nazionale Fuoristrada” e ideatrice e organizzatrice del “Raduno Rosa” si era trasformato; l’espressione tesa e nervosa dell’inizio, era cambiata in rilassata, gioiosa e soddisfatta. Tutto era andato magnificamente!

Ovvia la presenza di Giuseppe Gordini, storico,sempre attivo e presente Presidente del sodalizio bolognese.
Tutte le bravissime “Pilotesse” hanno espresso la loro più viva soddisfazione per come erano riuscite ad arrivare al termine senza grosse difficoltà e per come il raduno era stato organizzato. Anche i maschi si sono complimentati sia con l’Organizzazione che con le Ragazze per le loro “inaspettate” capacità di guida.
Alla partenza era facile distinguere quali erano le ragazze che avevano preso parte anche alla prima edizione del Raduno e quali erano alla loro prima esperienza. Se le prime erano sorridenti e sicure le altre erano timorose sentendosi “sotto esame”. Al termine del raduno tutte erano sorridenti, rilassate e sicure di sé; avevano dato ampia dimostrazione delle loro capacità e di non essere da meno dei loro accompagnatori. Davvero bello e significativo questo “cambio di espressione”.
Per concludere alcune “semplici”, ma significative testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza della “Casa dello Donne”.

“La “Casa delle Donne” è stata essenziale per il mio percorso, non sarei riuscita a lasciare la casa dove vivevo e dove ero in pericolo. Non puoi difenderti se vivi accanto a chi ti fa male e di cui hai paura. Nella “Casa” ho ritrovato me stessa, la voglia di vivere e la sicurezza; non immaginavo che sarei potuta arrivare così lontano”.
“Da quando ho incontrato la “Casa” non sono più sola”.
“Grazie per quello che fate e per l’aiuto che date alle donne”.
“Prima di venire alla “Casa” credevo di essere sbagliata, ora sono più forte e sicura di me stessa”

(Testo e foto di Giuseppe Moretti)

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