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Raduno mondiale Unimog

Per la prima volta, l’Unimog Club Italia, grazie al patrocinio di Merceds-Benz Italia, è riuscito a portare nel nostro Bel Paese il Raduno Mondiale Unimog dello storico Unimog Club Gaggenau e V. Per tre giorni (dal 13 al 15 settembre) la splendida Valchiavenna è stata l’ombelico del mondo Unimog.
- Club organizzatore: Unimog Club Italia (UCI)
- Con il patrocinio di Mercedes-Benz Italia e sotto l’egida di Unimog Club Gaggenau e V. (UCG)
- Unimog Jahrestreffen 2019 Somaggia: Raduno Mondiale Unimog con esposizione veicoli, percorsi esterni, aziende di settore e prodotti tipici
- Date: 13-15 settembre 2019
- Località: Samolaco loc. Somaggia (SO), Italia
- Unimog: dal tedesco UNIversal-MOtor-Gerät, Veicolo Universale a Motore
- Veicoli presenti: 257 Unimog
- Partecipanti e visitatori: 3400 presenze
- Il viaggio più lungo: Ingvar Palmquist, da Stoccolma (Svezia) oltre 2000 km con un Unimog 416
- L’enthusiast arrivato da più lontano: Buntai Saikawa da Kobe in Giappone

 

 

Unimog Jahrestreffen 2019 Somaggia Valchiavenna capitale mondiale dell’Unimog Welt!
Per tre giorni, dal 13 al 15 settembre 2019, Somaggia (frazione del comune di Samolaco in provincia di Sondrio) ha ospitato il Raduno Mondiale Unimog che annualmente viene proposto dal tedesco Unimog Club Gaggenau e V.
Grazie alla passione e dedizione dei soci dell’Unimog Club Italia, gli appassionati europei di questo straordinario veicolo si sono potuti riunire in Italia per l’edizione 2019 del loro evento più importante dell’anno.
Nato nel 1948 e prodotto da Merceds-Benz come trattore per l’agricoltura, nel corso degli anni l’Unimog si è sviluppato ed adattato ai più svariati usi (dall’agricoltura all’edilizia, passando per la manutenzione invernale ed estiva delle strade ed il soccorso solo per citarne alcuni) fino a diventare, per i numerosi enthusiast, un fedele compagno di viaggio sia su strada che in fuoristrada dove si trova nel suo habit naturale. “Si tratta di un vero e proprio stile di vita con i suoi tempi ed i suoi ritmi”. Ha detto Ingvar Palmquist, il partecipante venuto da più lontano. “Per arrivare qui a Somaggia da Stoccolma, ci ho messo una settimana… una settimana durante la quale ho visto i paesi che ho attraversato senza la frenesia che ormai ci pervade. Una settimana vissuta per il piacere di viaggiare senza l’angoscia dell’arrivare nel tempo più breve possibile”.

 

(Al centro Ingvar Palmquist (Stoccolma – Svezia), il partecipante arrivato da più lontano)

 

L’Unimog Jahrestreffen 2019 Somaggia si è svolto nel cuore della bellissima Valchiavenna su di un’area espositiva di 35.000 metri quadrati. All’entrata dell’evento, oltre al “gate” che riportava il nome dell’UCI e gli sponsor (Mercedes-Benz Italia, Merbag, Dieselmotori, Geastar Vendrame, CMP, Konig, Sama, ABC Tools, Dartemis Villa Contis Kennel, Galli Ezio, FP Telematica, Fassi, La Brace e Brivio Viganò), introduceva all’evento un cartello con la scritta “Unimog Welt”. Ed infatti, appena varcata l’entrata si dispiegava in tutta la sua bellezza e diversità il Mondo Unimog con alcuni rari veicoli storici (Unimog 2010 esposti da CMP), i venditori di ricambi, gli espositori con gli ultimi nati in casa Mercedes-Benz, sino ad arrivare al bivacco, il vero cuore del Raduno Mondiale Unimog, dove i partecipanti si sono accampati e dove ha preso vita una fitta relazione sociale con racconti di vita vissuta, scambio di consigli ed esperienze con, ovviamente, l’Unimog al centro di tutto.

 

Per animare il soggiorno dei partecipanti al Raduno Mondiale Unimog e per promuovere il territorio e la cultura della Valchiavenna, l’Unimog Club Italia ha organizzato due interessanti uscite che si sono svolte sia nella giornata di sabato che in quella di domenica. La visita alla Galleria Storica dei Civici Pompieri di Chiavenna ha portato tutti i partecipanti indietro nel tempo grazie alla presenza dei veicoli storici dei Pompieri tra cui un bellissimo ed ancora funzionante Unimog 404.0.

 

 

(L’Unimog 416 doppia cabina del 1982 (ex Vigili del Fuoco Svezia acquistato con 45000 km e poi camperizzato) con il quale Ingvar Palmquist in una settimana ha percorso oltre 2000 km per arrivare a Somaggia dalla Svezia)

 

Mentre la visita al Centro Spaziale Lario ha introdotto i partecipanti al mondo delle telecomunicazioni e della gestione dei satelliti.
Infine, René Dusseldorp (vice presidente Unimog Club Gaggenau e V.) ha ringraziato l’Unimog Club Italia per l’ottima organizzazione e gestione dell’evento che a suo dire “ha rappresentato in pieno lo spirito che unisce tutti i membri dell’Unimog Club Gaggenau, con il valore aggiunto della fantastica Valchiavenna che ci ha accolto ed ospitato per un weekend indimenticabile. Non dimenticheremo Somaggia, gli amici italiani, i bellissimi momenti passati in pieno relax nel bivacco e le piacevoli escursioni al Museo dei Vigili del Fuoco di Chiavenna ed al Centro Spaziale Lario. Grazie Pietro e grazie Unimog Club Italia”.

 

(Da sinistra René Dusseldorp -vice presidente Unimog Club Gaggenau e V. con Pietro Anghileri -presidente Unumog Club Italia)

 

Il Raduno Mondiale Unimog si è ufficialmente chiuso domenica con il pranzo che si è tenuto presso il Crotto di Samolaco, di proprietà dell’omonimo comune. Protagonista è stato ancora una volta il territorio e la cultura della Valchiavenna… questa volta in chiave culinaria.
Ad evento concluso e dopo aver congedato gli ultimi partecipanti che hanno lasciato il bivacco salutando con un “arrivederci” la Valchiavenna, è tempo di un bilancio a cura di Pietro Anghileri presidente dell’Unimog Club Italia. “Il raduno Unimog Jahrestreffen 2019 Somaggia è stato un vero successo, un evento che ha scritto la storia. Siamo riusciti nel nostro intento: regalare momenti unici tramite la condivisione della passione e attraendo anche i curiosi più distanti”.

Continua poi Anghileri, “sono orgoglioso di rappresentare questo Club e i suoi soci che hanno ricevuto innumerevoli complimenti per la qualità dell’organizzazione, del luogo e delle persone. La spettacolarità dell’evento è stata elogiata dalle autorità e dal presidente dell’Unimog Club Gaggenau che già vorrebbe assegnarci una nuova data per un nuovo raduno mondiale. Inoltre il successo di questo evento ha avuto un risvolto nel sociale, infatti parte del ricavato verrà devoluto alla Cooperativa sociale Tremenda XXL gestita da Don Gigi Pini ed alla Galleria Storica dei Vigili del Fuoco di Chiavenna. Sono sicuro che il ricordo di questo evento rimarrà impresso nella mente di coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi”.

 

(Al centro il Sig. Buntai Saikawa arrivato appositamente per l’evento da Kobe in Giappone)

 

(Unimog 2010 Schweizer Armee del 1951 restaurato da CMP riportandolo alle condizioni originali al tempo della consegna. Questo tipo di veicolo veniva utilizzato dall’esercito svizzero per la logistica ed in particolare per trasportare in zone impervie le attrezzature necessarie alla realizzazione delle linee telefoniche militari.)

 

(Unimog 2010 Schweizer Armee del 1951 non restaurato)

 

(Unimog 2010 Agrar del 1952 con ruote gemellari in ferro utilizzate sia per agevolare gli spostamenti su terreni cedevoli che per aumentare la stabilità sulle pendenze laterali. Le ruote in ferro possono essere facilmente installate e rimosse. Questo particolare veicolo di CMP, come si può vedere dalla foto, è per metà in condizioni restaurate e per metà senza restauro)

 

Nota: L’Unimog 2010 (è la prima serie prodotta da Daimler-Benz) è stato prodotto dal 1951 al 1953 a Gaggenau. Dopo che le fasi finali di sviluppo dell’Unimog 70200 erano state completate presso Erhard & Söhne, la produzione fu effettuata da Gebrüder Boehringer nello stabilimento di Göppingen a partire dal 1948. Boehringer, originariamente produttore di utensili, non aveva esperienza nel settore automobilistico, e quindi tutti gli Unimog sono stati costruiti esclusivamente a mano. Questo processo di produzione inefficace portò ad una cifra produttiva di circa 25-30 unità al mese, che non era abbastanza per soddisfare la domanda, quindi Boehringer vendette, alla fine del 1950, l'intera produzione Unimog a Daimler-Benz. Il 4 giugno 1951 fu avviata la produzione nell'edificio 14 opportunamente modificato dello stabilimento di Gaggenau di Daimler-Benz con l'introduzione del nuovo nome Unimog 2010. Gli ingegneri di Daimler-Benz hanno modificato il design originale di Unimog 70200: le ali del parafango sono state migliorate con una bordatura e la parte posteriore del telaio è stata modificata per facilitare la produzione. Inoltre, i coperchi degli assi erano ora saldati anziché tenuti in posizione con viti. Il motore diesel originale da 1,7 litri OM 636.912 fu usato fino al 1952, quando fu sostituito con OM 636.914 da 1,8 litri. L'OM 636.914 ha una testata e un coperchio valvole modificati. Il successore del 2010 è l’Unimog 401 presentato alla mostra DLG a Colonia nel maggio 1953.

 

Ringraziamenti:
Comune di Samolaco, Comune di Chiavenna, Comunità Montana della Valchiavenna, Centro Meteo Lombardo, IO2LC Sezione di Lecco, Protezione Civile di Buscate e Chiavenna, Elitellina, Tremenda XXL, Speziale Autotrasporti, Valchiavenna Turismo, Retzi Motorcycle Club e ANC Lecco.

Sponsor:
Mercedes-Benz Italia, Merbag, Dieselmotori, Geastar Vendrame, CMP, Konig, Sama, ABC Tools, Dartemis Villa Contis Kennel, Galli Ezio, FP Telematica, Fassi, La Brace e Brivio Viganò.

 

Per informazioni: www.unimogclubitalia.it  - info@unimogclubitalia.it 

Ufficio Stampa: kitproject@paolobaraldi.com 

 

 

 

Approfondimenti:

UNIMOG CLUB ITALIA
Presidente: Pietro Anghileri
Vice Presidente: Fabio Ponzi
Consigliere per il coordinamento degli eventi: Marco Citterio
L’Unimog Club Italia è stato fondato nel 2012 con sede a Talamona (SO). Lo stesso anno venne organizzato il primo raduno del club a Canzo (CO). Nel 2015 l’UCI entra a far parte della grande famiglia dei club Unimog dell’Unimog Club Gaggenau e.V, come delegazione italiana del club tedesco, diventando a tutti gli effetti club ufficiale Mercedes-Benz.
L’UCI nasce dalla volontà di espandere il normale concetto di utilizzo di questo mezzo non solo come veicolo da lavoro ma anche come straordinaria macchina utilizzabile in off road, grazie alle sue incredibili prestazioni fuoristradistiche e alla sua affidabilità. Inoltre il Club mira a riunire tutti i possessori di questo inimitabile mezzo, ma anche chi semplicemente lo apprezza pur non possedendolo.
Il Club è stato ideato per essere un punto di riferimento a livello nazionale per la condivisione di esperienze e momenti di socializzazione tra i propri soci, mediante raduni, esibizioni e viaggi, nel massimo rispetto del patrimonio ambientale e faunistico.

 

UNIMOG CLUB GAGGENAU e V.
L’Unimog Club Gaggenau e V. è stato fondato nel 1993 a Gaggenau (paese che ospitava la fabbrica Mercedes in cui venivano costruiti gli Unimog. Oggi l’impianto si trova invece a Wörth.) da Michael Wessel con l’adesione di 100 soci. Tra i membri fondatori del club spicca l’ex capo del comparto Unimog di Daimler-Benz AG, Hans-Jürgen Wischhof . Oggi l’associazione è presente in 38 paesi nel mondo e conta più di 10.000 soci. L’Unimog Club Gaggenau e.V. ha il primato, tra tutti i club della casa stellata, di essere quello con il maggior numero di soci iscritti. L’Unimog Club Gaggenau e.V. nel 2006 ha contribuito alla fondazione dell’ Unimog-Museum e.V. di Gaggenau.

 

I RADUNI MONDIALI
Ogni anno si tiene un raduno mondiale di Unimog organizzato dall Unimog Club Gaggenau e.V in collaborazione con i suoi club satellite. Generalmente i raduni hanno luogo in Germania anche se per un paio di volte sono stati organizzati in Svizzera. Nel 2018 il raduno è stato organizzato dal Club ufficiale a Gaggenau nei pressi dell’ Unimog-Museum per festeggiare i 25 anni di attività dell UCG.

 

PERCHE’ L’ITALIA?
Con due anni di anticipo, in occasione della riunione generale del consiglio a Gaggenau, si decide il luogo del raduno. Nel 2017 l’Unimog Club Italia ha proposto come luogo la propria nazione, in quanto nessun raduno di questa entità è stato mai organizzato nel nostro Paese. Consapevoli delle bellezze del nostro territorio, delle specialità della nostra cucina e della nostra accoglienza che solo in Italia si può trovare, la proposta è stata approvata. L’ubicazione scelta per il raduno è stata la frazione di Somaggia, in Valchiavenna. Questo luogo ha già ospitato nel 2017 un raduno Unimog Club Italia ed ha, inoltre, la strategica caratteristica di trovarsi nel centro del raggio di affluenza dei partecipanti (dall’Olanda al Sud Italia).

 

UNIMOG
L'Unimog (UNIversal-MOtor-Gerät) è una gamma di autocarri fuoristrada della Mercedes-Benz, prodotti a partire dal 1948 ed utilizzati in origine come trattori per le coltivazioni di rape.
Gli Unimog hanno una notevole altezza da terra, resa possibile dall'utilizzo di assali a portale, che permettono ai ponti ed alla trasmissione di essere più in alto del centro della ruota. Sono anche dotati di un telaio flessibile che consente alle ruote ampi movimenti verticali che, insieme alle sospensioni a molle elicoidali, permettono agli Unimog di affrontare con comodità ogni tipo di terreno, anche il più accidentato. Altre caratteristiche comuni di questi mezzi sono la trazione integrale, marce con rapporti molto corti ed il bloccaggio manuale dei differenziali anteriore e posteriore. Gli Unimog sono stati usati e vengono tuttora utilizzati anche da varie forze armate, inclusi gli eserciti tedeschi e svizzeri. Sono anche in dotazione all'esercito sudafricano e neozelandese. Uno dei più popolari modelli di Unimog, prodotto in 64.341 esemplari, è l'Unimog 404, nelle varianti di trasporto truppe ed unità radio, equipaggiato da un motore Mercedes 2.2l a benzina con una potenza di 82 cavalli (60 kW)

 

NASCITA DI UNA ICONA
1942 - I primi progetti di un veicolo a trazione integrale a cabina avanzata sono presentati dalla Daimler-Benz.
1944 - Annuncio del Piano Morgenthau; Albert Friedrich esegue i primi studi su un veicolo agricolo a cabina avanzata a trazione integrale.
1945 – Maggio, delineati i criteri di costruzione dell'Unimog. Risalgono ad agosto i primi contatti con Erhard & Söhne. Settembre, primo progetto di Friedrich. Dicembre, primi schizzi di Rößler e contratto con Erhard & Söhne.
1946 - Gennaio, Rößler inizia il lavoro presso Erhard & Söhne sotto la supervisione di Friedrich. 6 marzo, primo prototipo Unimog. Ottobre, il primo telaio è pronto, iniziano i test. Viene coniato il nome Unimog. Dicembre, la carrozzeria è pronta, prime dimostrazioni pubbliche.
1947 - Primavera, i fratelli Boehringer assumono il controllo del team Unimog, della produzione e delle vendite. Erhard & Söhne rimangono i fornitori di molti pezzi. Vengono consegnati i primi motori diesel. Autunno, vengono procurati i materiali per la prima serie di 100 veicoli.
1948 - L'Unimog debutta al LG-Schau di Francoforte. Vengono presi i primi 150 ordini. Estate, preparativi finali per la messa in produzione, che comincia in agosto.
1949 - consegna del primo Boehringer Unimog modello 70200. Si pianifica la produzione di 500 veicoli aggiuntivi.

 

GALLERIA STORICA CIVICI POMPIERI VALCHIAVENNA
Il Personale del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Mese, che continua la tradizione del Corpo dei Pompieri di Chiavenna, costituito nel 1868 dal Comune della città del Mera come Civico Corpo dei Pompieri, ha raccolto ed esposto in alcuni ambienti ricavati nella sede di servizio di Mese tutti i reperti di origine pompieristica presenti sin dall´origine.
L´allestimento della "Galleria Storica dei Civici Pompieri della Valchiavenna" è stato completato nell´ottobre 2002; il materiale disponibile è stato ordinato per offrire ai visitatori la possibilità di valutare l´evoluzione tecnica delle diverse attrezzature antincendio e di soccorso durante la prima metà del ´900.
Tra i pezzi esposti figura la pompa a mano "MERA 3", completa di carro per il trasporto, in dotazione ai Vigili del Fuoco di Chiavennadal 1883 al secondo dopoguerra, fortunosamente rinvenuta nel 1989 durante un incendio di un cascinale. Oltre ad alcuni accessori ed uniformi di servizio, è conservato l´elmo da parata dei Civici Pompieri di Chiavenna (1889).
Per ricreare l´atmosfera d´epoca è stata inoltre allestita una tipica sede di servizio periferica, come poteva essere quella di Chiavenna intorno alla fine degli anni ´30. Completano la Galleria Storica documenti, fotografie e cimeli, messi cortesemente a disposizione dalla popolazione del luogo.
Contestualmente, i promotori hanno dato vita al "Gruppo Storico Pompieri di Valchiavenna", composto da Vigili del Fuoco in servizio e a riposo e simpatizzanti allo scopo di gestire l´attività museale e perseguire la ricerca e il restauro di storici mezzi antincendio, appoggiando anche una raccolta di cartoline d´epoca di soggetto pompieristico, forte di 250 pezzi risalenti dalla fine dell´800 al 1950 (per numero e completezza si colloca tra le più interessanti d´Italia).
Attualmente è in fase di allestimento una nuova sala, avente ad oggetto la simulazione di incidente e crollo, e delle relative attrezzature di soccorso, ambientata negli anni ´60.
La Galleria Storica ospita infine un’imponente raccolta di modelli di automezzi antincendio, autocostruiti in scala 1:14 da un vigile del fuoco di Chiavenna. La collezione, che si compone
attualmente di oltre 90 pezzi (ma è in continua espansione), è stata esposta in centinaia di manifestazioni in Italia e all’estero. Si può così ripercorrere, con fedeltà storico-tecnica e ricchezza di particolari, tutta l’evoluzione del materiale antincendio dai vecchi carri trainati a mano alle più recenti autopompe in dotazione al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

 

CENTRO SPAZIALE DEL LARIO
Il Centro Spaziale del Lario, operativo dal 1977, si trova all’estremo Nord del lago di Como, presso il Comune di Gera Lario. Si estende su una superficie totale di 80.000 mq, di cui 5.000 coperti. Nel Centro ci sono 40 antenne ricetrasmittenti e 20 riceventi e vi lavorano circa 50 addetti.
Il Centro Spaziale del Lario fornisce servizi altamente specializzati, garantendo agli utenti assistenza continua e qualificata grazie a esperienza e know-how maturati in quaranta anni di attività.
Le prime attività svolte al Lario furono gli esperimenti di propagazione in banda Ku attraverso il satellite italiano Sirio 1 e la realizzazione di collegamenti analogici di telefonia e televisione con le Americhe e i Paesi del Medio ed Estremo Oriente attraverso i satelliti Intelsat.
Dalla sala controllo principale, il Centro Spaziale del Lario assicura la gestione operativa di collegamenti televisivi monitorando gli accessi ai segmenti spaziali e gestendo, h24 e 365 giorni l’anno, gli impianti di up-link, sia fissi che mobili, per i servizi televisivi dei maggiori broadcasters nazionali (Rai, Mediaset, Sky Italia) e internazionali.
Dal Lario sono poi gestite reti di telecomunicazioni per utenti corporate e istituzionali, oltre a servizi di Customer Care/Help Desk per i collegamenti di infomobilità (telefonia, fax e dati) per mezzi mobili e imbarcazioni, con copertura europea, e per i servizi di navigazione e messaggistica, con copertura globale.
Il settore del controllo in orbita dei satelliti e quello dell’acquisizione dei dati dallo spazio vedono il Centro del Lario impegnato come stazione di terra per i satelliti Meteosat di seconda e terza generazione.
La configurazione orografica dell’area che ospita il Centro Spaziale del Lario, con montagne alte oltre duemila metri, offre una eccellente protezione contro le interferenze a radio frequenza esterne, tipiche delle zone aperte. Il Lario gode quindi di un’ottima “visibilità” dei satelliti ad orbita geostazionaria posizionati tra i 75°Est (area indiana) e i 75° Overt (area atlantica).
Collegamenti terrestri in fibra ottica e ponti radio permettono al Centro Spaziale del Lario di avere affidabili interconnessioni con i propri clienti e con le altri sedi di Telespazio.

 

TREMENDA XXL
Tremenda XXL si costituisce Cooperativa Sociale nel '99, per iniziativa di don Antonio Mazzi e don Gigi Pini e grazie anche alla volontà di amici importanti che hanno condiviso il progetto.
Tremenda nasce per far fronte ad un disagio galoppante nella nostra provincia, in cui tristi "record" ne riflettono una cruda immagine: incidenti stradali, suicidi, alcolismo, droga e poi l'indifferenza, la noia, lo spegnere la luce dell'entusiasmo. Intervenire e prevenire nell'area del disagio giovanile significa, per Tremenda, offrire tutti gli strumenti necessari per affrontare con serenità ed equilibrio le vicende della vita, utilizzando le proprie risorse e le proprie libertà, rifiutando radicalmente espedienti artificiali. Essa si propone di fornire ai giovani gli strumenti anche culturali, oltre al gioco, per affrontare e risolvere gli inevitabili momenti di crisi in modo costruttivo ed efficace, attraverso proposte nelle seguenti aree: sport, musica, teatro,danza e cultura. www.tremendaxxl.org 

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