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Fuoristrada nuove al Carrara 4x4 Fest 2017

Accessori, pneumatici, preparazioni e quant’altro si possa immaginare per la personalizzazione e l’interpretazione della propria fuoristrada. Il 4x4Fest (www.4x4fest.com) è anche - e soprattutto – questo. Sebbene la presenza di alcune Case auto ufficiali stia avvalorando sempre più il sottotitolo della principale manifestazione italiana dedicata al mondo dell’off road: Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale.
Vediamole allora da vicino. Oltre una decina di Case costruttrici, tra autoveicoli e quad, hanno raccolto l’appello di questa 17° edizione del 4x4Fest (anche se ancora troppo poche per rappresentare significativamente l’intera produzione automobilistica a trazione integrale).
E’ comunque un passo avanti verso il ritorno alle prime edizioni del “Carrara” degli anni 2000, quando la presenza del nuovo, al fianco delle sempre numerose elaborazioni, era davvero ben più consistente. In ogni caso la kermesse carrarese ha fornito l’ideale trampolino di lancio per alcune anteprime nazionali – e che anteprime! – con la presentazione nazionale di due nuovi modelli siglati Suzuki e Toyota che non hanno mancato di suscitare la curiosità e l’ammirazione di tutti.

 

Produzione globale

 

Ma andiamo con ordine, rigorosamente alfabetico, avviando questa carrellata con un marchio sempre più presente sul panorama europeo, che sta letteralmente bruciando le tappe verso un’offerta realmente globale, a metà tra tradizione e innovazione. Great Wall è il principale costruttore privato cinese, in esposizione qui con il suo cavallo di battaglia, una prima linea in ambito professionale in cui il pick up Steed 6 si è saputo conquistare interesse e consensi. Unica versione con doppia cabina con unica propulsione bifuel a benzina e Gpl (il granitico 2.4 di derivazione Mitsubishi alimentato da un impianto a gas curato dal leader italiano del settore Landi), potrebbe sembrare riduttiva, se non fosse per un’interessante dotazione per quanto riguarda il vano di carico posteriore, con cassone dall’ampia portata, ben 930 kg, lunghezza utile di 1,56 m x 1,43 di larghezza e la possibilità di richiederne, in opzione, anche il sollevamento pneumatico per agevolare le operazione di scarico dei materiali. Decisamente al passo con la concorrenza le finiture interne all’abitacolo (scordatevi le cinesate approssimative delle prime generazioni) perfino con rivestimenti in pelle dell’abitacolo sulla versione al top Premium, oppure un aggressivo prezzo d’acquisto (trattandosi di un autocarro) di appena 18.700 Euro più Iva e messa in strada in allestimento Business. Tutt’altro veicolo quello atteso - probabilmente - nel 2018, con l’innovativo suv marchiato Wey (brand di lusso del produttore cinese, presentato quest’anno al Salone dell’Auto di Francoforte e che ci sarebbe piaciuto vedere anche alla rassegna toscana) con il modello Xew, un ibrido plug-in denso di contenuti tecnologici a misura di mercato occidentale. Non sarà un 4x4 duro e puro… ma ormai il fronte tecnologico è quello dove l’industria cinese a breve saprà dire la sua in modo significativo.

 

 

Da un emisfero all’altro, con la nuova generazione della Jeep Compass, un must tra gli sport utility offerti dalla casa americana, anche se ormai con forte accento italiano, considerando la compartecipazione del Gruppo Fiat nella progettazione del nuovo modello e nella fornitura delle motorizzazioni. Realizzata in questa seconda generazione sulla piattaforma del Gruppo FCA “Small Wide”, qui in versione LWB (Long Weelbase), ovvero con passo allungato tale da permettere una lunghezza complessiva di 4,40 metri, la Compass è una ponderata via di mezzo tra le sorelle Renegade e Cherokee, dalla quale riprende spiccatamente il design del frontale. Motori prelevati a piene mani dal catalogo Fiat, a partire dal 1.4 litri Multiair Turbo benzina da 140 CV di potenza, fino ai due Diesel Multijet, di 1.6 litri da 120 CV e da 2 litri in doppia configurazione, 140 e 170 CV.

 

Al suo fianco, nello stand siglato Jeep, tutta la rimanente produzione, dalla Renegade alla Grand Cherokee, con un rimando al corner Mopar dove l’immancabile Wrangler JK presentava un kit di preparazione ufficiale Mopar da 2 pollici di rialzo. Perché in fondo l’occhio (e il cuore) vuole la sua parte, siamo pur sempre al salone delle fuoristrada! In attesa del debutto (il prossimo anno) della nuova Wrangler siglata JL, con nuovi motori e la versione pick up allungata Scrambler.

 

 

 

 

Ritornando sul Vecchio continente, la veterana Land Rover presenzia l’esposizione carrarese con le principali novità della gamma: ammiratissima la Range Rover Velar, sorella minore della Range Rover Sport ma ugualmente prestante e fascinosa, con forte richiamo al family feeling e linee pulite di una carrozzeria realizzata – nemmeno a dirlo – interamente in alluminio.

 

Non un’auto per tutti, considerando i 58.800 Euro necessari per l’entry level spinta da un 4 cilindri Turbodiesel da 180 CV di potenza massima, ed oltre 89.000 Euro per la I4 da 240 CV esposta al Salone, incluse sospensioni pneumatiche, cambio sequenziale e tutti gli automatismi per beneficiare della massima trazione su qualsiasi fondo stradale. A patto di voler davvero infrattarsi nel sottobosco con tale gioiellino.

 

Alla corte della regina presenziava anche la nuova Discovery e la Range Rover Evoque, con il rinnovato corso stilistico che contraddistingue le ultime generazioni delle 4x4 inglesi (felicemente rivitalizzate grazie ai sostanziosi capitali indiani elargiti da Tata Motors).

 

 

Tre le altisonanti presenze dal paese del Sol Levante, con la capofila Mitsubishi e tutta la sua gamma 4x4, dalla ASX alla L-200, fino alla Outlander e alla granitica Pajero, 4x4 immutato dal 2006 che non necessita di tanti preamboli, rinfrescato grazie all’allestimento One/Hundred, edizione limitata full optional, realizzata appositamente per festeggiare il centenario del marchio. Poco altro da aggiungere, considerando che nulla trapela sulla futura crossover di taglia media Eclipse Cross, attesa per i primi mesi del 2018.

 

E poi Suzuki, con una presentazione nazionale, e codazzo degli operatori della stampa di settore al seguito, con la nuova Swift 1.2 Hybrid Allgrip, interessante crossover sotto i 4 metri di lunghezza – poco più di 1000 kg di massa in ordine di marcia - con sistema ibrido “leggero” (lo stesso sistema ISG della Ignis con alternatore intelligente) dotata di trazione full time on demand.

 

Una prima assoluta che non arricchirà di certo il panorama delle fuoristrada propriamente dette, ma comunque interessante proposta fiancheggiata da tutta la produzione 4x4 della grande S giapponese, dalla Jimny Evolution alla Vitara All Grip, senza scordare la nuova Ignis e la S-Cross.

 

 

Grandiosa partecipazione del colosso Toyota con la novità offerta dalla nuova Land Cruiser model yead 2018, esposta in anteprima nazionale al 4x4Fest giusto dopo la passerella internazionale del Salone di Francoforte. Nonostante l’aspetto massiccio sempre più suvvizzato, la Land Cruiser rimane una maxi fuoristrada autentica, mantenendo in questo aggiornamento la piattaforma con telaio a longheroni e sospensioni miste (ruote indipendenti davanti e ponte rigido dietro), a richiesta anche con autolivellamento pneumatico e controllo elettronico dell’assetto. Astronave da viaggio su strada, guerriera in offroad, grazie a una trazione gestita dal sofisticato sistema MTS (Multi-Terrain Select System) con infallibile assistenza alla guida su ogni terreno.

 

Con buona pace per la tradizione, che ha valso dalla capostipite serie AK10 del 1941 alla VDJ200 dell’ultima generazione, passando attraverso le gloriose BJ40 e LJ70 (e 60, e 80, e 100 ecc…), Toyota oggi vuole identificare la sua gamma esclusivamente con il solo nome Land Cruiser, oppure Prado su alcuni mercati esteri. Ma a noi piace ricordare questa GDJ 150 (passo lungo) e GDJ155 (passo corto) come l’ultimo panzer di lusso, in senso temporale, del marchio dei tre ellissi.

 

 

 

Chiudiamo questa panoramica sul salone di Carrara strizzando l’occhio all’irriducibile Uaz, sempre nel cuore dei puristi amanti del retrò made in (ex) Urss.

 

Un classico che più classico non si può, con la gamma totalmente a doppi ponti rigidi, proprio come i 4x4 di una volta, dai quali non differiscono poi molto, fatta eccezione per abitacolo e finiture finalmente al passo coi tempi.

 

In esposizione il Patriot, il più trendy della gamma, sport utility style, di fianco all’Hunter, l’originale Uaz, in pratica un 469 esteticamente aggiornato, tutti dalle ineccepibili doti fuoristradistiche e motorizzati con il quattro cilindri ZMZ russo 2.3 TD da 113 CV (non proprio una saetta) oppure il 2.7 a benzina da 128 o 134 CV (anche bi-fuel a gas).

 

Nel listino dell’importatore CeP Motor di Siena, che propone il primo (a benzina) a un prezzo intorno ai 23.000 Euro e il secondo a 20.000, troviamo anche la versione cargo, il pick up e il furgone (ve lo ricordate il 452?) in molteplici allestimenti.

 

In coda anche quattro presenze ufficiali in tema di quad e ATV side by side, con Polaris, Can Am, Artic Cat e CF Moto, che hanno solleticato la curiosità di chi intende affacciarsi sul mondo dei mini fuoristrada. Ma questo è tutto un altro argomento che vedremo, prima o poi, di trattare in maniera più approfondita.

 

Arrivederci al 2018

Fuoristradisti amanti della cabala, quest’anno c’è stato da divertirsi. La numerologia da giocarsi al Lotto recita: 4x4Fest edizione 17, inaugurata di venerdì 13. Sfiga nera? Macché. Il nostro settore riprende quota, con il nuovo (in chiave sport utility) in grande spolvero e l’accessoristica after market che l’accompagna ravvivata dalle più recenti interpretazioni in chiave outdoor e tempo libero. Tutte in bella mostra negli stand dei principali distributori, naturalmente, a Carrara.
Al momento poco o nulla è dato sapere dell’altra esposizione fuoristradistica nazionale, quell’Off Road Show di Rimini che si è affacciato sul calendario di curiosi e appassionati nella primavera di quest’anno e che (i più informati affermano) forse nemmeno si ripeterà l’anno venturo. Fatto sta che, archiviata l’esperienza ciclistica poco significativa del padiglione 4x4Fest riservato alle mountain bike, presenti nel passato 2016 e assenti quest’anno per lasciare spazio a – più interessanti – 4x4 for sale e mezzi storici ed ex militari, la kermesse toscana si conferma come il salone di riferimento sul territorio nazionale per tutto il settore dell’off road su quattro ruote. Teniamocelo stretto che ci piaccia o meno.
A conti fatti non ci sarà – ancora - la totale rappresentanza offerta dal panorama automobilistico per garantire una visione d’insieme davvero completa (ma altisonanti assenze si sono notate anche presso blasonati Saloni internazionali come ad esempio Francoforte), ma di sicuro al 4x4Fest in molti avranno trovato la loro prossima 4x4. E naturalmente anche l’accessorio, ça va sans dire, per renderla più performante e personalizzata.

 

 

 

 

 Testo e foto

Duilio Damiani

dudidami@gmail.com

Partner Eventi4x4