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Ford F150 alla scoperta del New England

Un itinerario magico alla scoperta delle meraviglie del nord-est americano, a bordo del Ford F150 model year 2017. Questo in sintesi il viaggio iniziato con l’arrivo al caotico aeroporto JKF. New York è senza dubbio la città più conosciuta al mondo e pertanto è stato un naturale punto di arrivo via aerea. Soggiornare in città però è fuori discussione, quindi ci dirigiamo a Folrham nel New Jersey dove all’Hamilton Park c’è un complesso Wyndham che merita veramente il soggiorno. Nel verdeggiante parco gli scoiattoli scendono a mangiare le briciole sul cassone del nostro Ford F150, mentre scarichiamo i bagagli. E da qui parte un’avventura con la A maiuscola, poiché dopo aver visitato, rigorosamente a piedi, il centro città con il Rockfeller Center, Ground Zero Museum, Central Park e la Liberty Statue ci siamo avviati verso nord e verso l’altrettanto famosa, e di certo meno caotica, Boston nel Massachusetts. Una città molto interessante, che offre moltissimo ai giovani, ai turisti in genere e rispecchia un’America molto diversa; saliamo allo Sky Observatory da dove vediamo veramente ogni angolo della città. Ci muoviamo sempre in autonomia con il nostro Ford F150, raggiungiamo così Cambridge ove visitiamo il campus di Harvard, l’università fiore all’occhiello degli States, fondata nel 1636 è anche l’ateneo più antico d’America, qui hanno studiato grandi nomi come Barac Obama e Mark Zuckerberg, visitiamo la libreria ed il museo John Kennedy posizionato nel quartiere opposto, sul mare, poi lasciamo in parcheggio il nostro grande compagno di viaggio e di dirigiamo a Georges Island a bordo dei traghetti Boston Harbor, per visitare i 39 acri di terra ed il famoso Fort Warren.

 

  

Ford F150 è grande anche per il Quincy Market, che visitiamo durante il pomeriggio ed apprezziamo le esibizioni dei vari artisti, tra cui il quindicenne James Bradley, compositore di blues noto come Boston Piano Kid www.bradleybartlettroche.com. Boston è una città in cui muoversi in auto è impegnativo, nonostante ciò si trovano parcheggi ovunque, sia coperti che all’aperto, si può anche parcheggiare in strada, ma bisogna porre moltissima attenzione ai cartelli, infatti ci sono parecchi divieti, parcheggi a pagamento in cui è necessario avere un permesso e quelli riservati ai residenti, quindi districarsi è un po’ complicato, ma una volta preso mano basta scaricare la app dei parcheggi sul cellulare e si possono effettuare i pagamenti anche in remoto stando tranquillamente seduti al ristorante. Se visitare le città è interessante e piacevole, avviarsi verso il parco nazionale Cape Cod Seashore è senza dubbio entusiasmante. La natura, il paesaggio che ci aspettano sono incredibili, lasciata la highway 6 si percorrono stradine che portano sulle baie più belle ed infine tra le dune con panorama mozzafiato. Percorrere le piste off-road non è semplice, bisogna dotarsi di permesso, rilasciato all’ufficio del Parco, dal Ranger dopo che ha effettuato il controllo del mezzo, e dopo aver guardato attentamente un video informativo che spiega come guidare sulle piste, poi si è pronti a restare nuovamente senza fiato per la bellezza del posto che non ha eguali. Provincetown merita senza dubbio un soggiorno prolungato, per ammirare i vari panorami, i fari, raggiungibili per lo più a piedi od in off-road, dopo aver soggiornato al Carpe Diem Guesthouse, mai nome fu più adatto per una struttura così bella e ben gestita.
Lasciamo il Massachussets per raggiungere il Maine, il panorama cambia notevolmente, pur toccando diverse miglia di costa, la vegetazione è diversa, visitiamo così alcuni dei moltissimi fari che ci sono lungo “il sentiero dei lighthouses” passiamo prima per Breakwater, dove Ford F150 resta in parcheggio e percorriamo l’ultimo miglio su un frangiflutti di pietre, molto suggestivo. Un altro lighthouse molto bello è Marshalls Point, dove nel 1993 venne girata una scena del famoso film “Forrest Gump” mentre Tom Hanks correva proprio sulla passerella del faro. E visto che siamo arrivati sino a qui, perché non continuare a “correre” con il nostro Ford F150 verso nord?
La sorpresa che ci attente è la città di Bangor, “the queen city”, ove abita le lavora Steven King, questo luogo è il “campo base” per raggiungere le località turistiche più note, come l’Accadia National Park, che merita una visita solo in stagione estiva, mentre durante le giornate autunnali ed invernali, la nebbia ricopre ogni cosa. Da Bangor poche miglia portano Ford F150 verso ovest nella splendida area di Greenville, ove laghi e boschi creano un connubio magnifico; qui l’off road è la prerogativa, ci sono migliaia di km a disposizione su sentieri aperti per quad ed atv, e piste rigorosamente adatte ai 4x4. Noi percorriamo diverse strade come la Golden Road, la Northern Road e tutte le piste interne, che in realtà sono state realizzate dalle compagnie di boscaioli, che tagliano legna per il commercio. Un insieme di piste spettacolare, dopo oltre 210 miglia di off road gli spazi tra le montagne, i pini alti e verdeggianti, i pioppi e le querce un po’ più gialle o rosse, non abbiamo percorso che una minima percentuale dei tracciati disponibili. Un immenso ambiente dove i laghi sono contornati da boschi spettacolari ed il 4x4 non fa danni, anzi è ben accolto e necessario per muoversi in sicurezza. Anche Millinocket ed il Baxter State Park ci accolgono con un ambiente perfetto per Ford F150, ancora piste nei bosco, più o meno larghe, certo all’interno del parco molto belle e ben curate, molto più impegnative e divertenti dove guidare le piste del Katahdin Woods and Water Area. Qui ci sono stati degli allagamenti, il panorama è mozzafiato ed ogni km va affrontato con attenzione, ovviamente abbiamo avuto le mappe all’ufficio del turismo in paese, quindi siamo tranquilli. Torniamo a Bangor per lavare il Ford F150, dopo giorni di 4x4 molto impegnativo, ceniamo al Geaghans Pub, e visitiamo anche la birreria della stessa azienda, una piccola realtà a livello familiare che conta 75 impiegati e vende un prodotto molto di classe in tutto lo Stato del Maine. Dal Maine prendiamo direzione New Hampshire e più precisamente a Gorham, dove scopriamo il Mount Washington. Una sorpresa favolosa! Infatti qui c’è la strada più famosa del Paese, dove si svolge una gara in salita. Si tratta della Mount Washington Auto Road. Una strada non solo storica, ma stupefacente, aperta nel 1861 di fatto è lunga poco meno di 8 miglia, ma sale fino a 5200 piedi, ed in alcuni punti è davvero ripida, oltre che estremamente panoramica. Per visitare questa strada, decisamente impervia si può scegliere il tour guidato, oppure il proprio veicolo; il nostro Ford F150 è veramente fantastico, ci porta in cima senza difficoltà, naturalmente con l’uso del cambio (automatico a 10 rapporti) in versione manuale e poi in discesa con l’uso del freno motore dato dal descent hill control, che ci ha aiutato non poco dato il tipo di strada. Una volta ricevute le informazioni dal campo base, realizzato in una grande e bella struttura in legno, che ospita anche un lodge, un ristorante ed un negozio di souvenirs, oltre ad un bellissimo stabile in legno stile fienile con il Museo Red Burns, ci presentiamo al “gate” dove viene controllato il pagamento del biglietto e viene consegnato un CD informativo che racconta la storia della strada e spiega il tipo di vegetazione ed habitat che si trova salendo. Mano a mano che si percorrono le miglia si sente che l’altitudine aumenta, raggiugere la cima è spettacolare e lascia senza fiato. C’è un ampio parcheggio, il clima è cambiato completamente, il vento non permette di stare in piedi, la vegetazione verde e rigogliosa della valle si è trasformata in pietrosa, bassa e brulla, ma è magnifica! Il sito ufficiale https://mtwashingtonautoroad.com


 

 

 

Un’altra esperienza marchiata Ford ed adrenalina pura è stata la visita alla Scuola di Rally Team O’Neil. Ad iniziare dalla location, che si trova “nascosta” nel bosco a ridosso del White Mountains Park, nella cittadina di Dalton NH, un’area particolarmente estesa, comprende due montagne ed un numero di strade e stradine per ogni tipo di avventura a bordo di 4 ruote. Ma andiamo con ordine: appena si raggiunge il cancello a Sud si resta affascinati dalla splendida natura circostante, il parcheggio è già affollato, poi più avanti ci sono i mezzi della scuola, suddivisi in base alla tipologia, due ruote motrici, trazione anteriore, trazione posteriore, 4 ruote motrici, fuoristrada, atv, ce ne sono ben 70. Incontriamo Karl, il direttore, che ci accompagna a conoscere tutta la struttura, decisamente imponente, ci sono oltre 6 miglia di piste, salite, discese, curve a gomito, insomma tutto ciò che si può desiderare, su due montagne e oltre 600 acri di terra; Karl ci spiega quanto lavoro c’è per mantenere questa struttura, e lo comprendiamo! Infatti lungo il tracciato vediamo molti mezzi pesanti, che giornalmente fanno manutenzione alle piste ed ai circuiti, ci sono anche due grandi cisterne nelle quali viene raccolta l’acqua piovana, poi trasportata sui camion cisterna per bagnare i percorsi ed anche lavare le auto. Le piste infatti sono tutte su terra, ed alla fine delle sessioni di prove, di guida, di scuola le auto sono tutte dello stesso colore. Questo non è un problema, poiché l’autolavaggio è gestito da almeno due persone, il numero totale di persone che lavorano stabilmente alla Rally School Team O’Neil è di 20! Una realtà incredibile, molto ben organizzata, nata nel 1977, quindi con esperienza ventennale, e dalla passione di Tim O’Neil che tra le sue esperienze vanta 5 titoli nell’America Rally Championship con vetture di serie.
Il sito ufficiale è https://teamoneil.com all’interno del quale si trovano tutte le informazioni sui vari tipi di corsi: Rally, Guida Sicura, Guida sulla neve, Fuoristrada.

 

 

Dalla bellezza della natura ci dirigiamo a Springfiel MA ove è nato, nel lontano 1891 il gioco del Basket. Si data 15 dicembre 1891 il primo momento in cui l’inventore del Basket Naismith James creò questo gioco per intrattenere i suoi studenti. A celebrare questo importante sport, nel 1968 è stata realizzata la Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, in cui sono esposti molti oggetti dei più grandi giocatori di Basket e sono comunque ricordate tutte le celebrità di questo sport in una altissima ed ampia cupola a forma di metà pallone da basket. Questo museo  è assolutamente da visitare, realizzato in modo da coinvolgere tutto il pubblico indipendentemente dall’età e dal fatto che possa essere amante o meno del Basket. Springfield non è una città solo dedita al business, al lavoro ed all’industria, anche se vanta moltissime aree industriali di particolare importanza, nell’ambito della siderurgia, del vetro, ricordiamo in primis la “Smith and Wesson” il cui nome ricorda esattamente il tipo di produzione; dicevamo che Springfield è anche storia, cultura, arte, tecnologia, scienze e tutto ciò è ampiamente spiegato nel complesso del Springfield Museums, assolutamente da visitare! . Nell’ambito del museo si possono visitare poi gli edifici dedicati all’arte, quelli dedicate alle scienze, ed ovviamente noi per primo abbiamo visitato quello dedicato ai trasporti….!

 

 

E’ giunto il momento di concludere il nostro lungo viaggio attraverso le bellezze del New England e la sorpresa più grande è stata proprio la città in cui il nostro test si è concluso: Philadelphia in Pennsylvania. Siamo arrivati verso il calare del sole, la luce giallo-arancione conferiva allo splendido Ponte Benjamin Franklin ed alle sue arcate un colore stupendo, lo skyline della città si presenta con tutto il suo fascino sin da quando le ruote del nostro F150 hanno iniziato ad attraversare il ponte. Philadelphia porta alla mente a molti il film di Silverster Stallone Rocky, ma ha veramente molto molto di più da offrire, e nulla da invidiare a città più blasonate degli States. La città si sviluppa in diversi quartieri, tutti molto ben collegati da una viabilità a senso unico molto ben organizzata, il centro è posizionato proprio dove sorge l’immenso edificio del municipio il City Hall è il palazzo municipale più grande degli States ed ancora in funzione. E’ attraversabile da est a ovest e da nord a sud attraverso dei portali la cui imponenza lascia senza fiato, così come la torre dell’orologio. Ai quattro lati della città troviamo altre 4 magnifiche piazze, tutte con molto verde ed arredo urbano integrato con la città. La prima che attraversiamo è Logan Square con la sua grande fontana, ci viene quasi voglia di tuffarci dentro, infatti ci sono ben 34 gradi, clima molto strano per questa stagione. Raggiungiamo poi Indipendence Hall, dove al visitor center scopriamo molte informazioni sull’importanza storica di questa città. Qui infatti venne firmata la dichiarazione di indipendenza e la costituzione degli Stati Uniti ebbe vita grazie al lavoro di Benjamin Franklin ed un gruppo di politici che il 17 settembre 1787 giunsero a questo grande accordo e suonarono la campana che ancora oggi è visitabile proprio qui. L’edificio Indipendence Hall è oggi museo, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è visitabile tutti i giorni. Non mancano attorno parchi verdeggianti che ci permettono qualche pausa nell’attraversamento della città a piedi, prima di riprendere Ford F150 per raggiungere il lungo fiume alla scoperta di altri splendidi parchi dove poter camminare o girare sulla pista ciclabile o semplicemente pescare od andare in canoa. La città offre molte opportunità tutte facilmente raggiungibili. In centro il nostro F150 non ha difficoltà a trovare parcheggio, sia al coperto sia ai posteggi con parchimetro, così andiamo a visitare il Reading Market, un mercato coperto dedicato al cibo, ed alla vendita di prodotti alimentari freschi e lavorati; veramente molto caratteristico, durante la domenica ci sono molti Hamish che portano i loro prodotti, sia alimentari sia manufatti, questi ultimi sono veramente belli e realizzati con molta cura; è bello scambiare qualche chiacchiera e vedere quale importanza riveste questa comunità nell’ambito della città. Visitiamo anche il quartiere universitario, infatti Philadelphia è sede dell’Università della Pennsylvania, questo campus è molto bello, non distante dalla stazione dei treni, molto antica e caratteristica, che vanta una linea ferroviaria ultramoderna e collega Philadelphia con tutte le città, con New York ad esempio basta poco più di 1 ora di treno. Tra i fatti curiosi della storia di Philadelphia c’è poi da visitare la prigione in cui vi “soggiornò” Al Capone, un edificio in pietra, immenso, all’interno del quale ci sono rappresentazioni teatrali in particolar modo durante il periodo di Halloween. Tutte le strade che abbiamo percorso ci hanno dato motivo per restare stupiti o colpiti da qualche cosa, non ultime le molte statue posizionate in punti strategici della città. Naturalmente visitare Philadelphia è anche visitare il Museo dell’Arte, la cattedrale di San Pietro e Paolo, e la Libreria, posizionata in un edificio sulla Ben Franklyn Expressway decisamente maestoso ed imponente. Anche a livello architettonico Philadelphia ha molto da offrire ed è una città che va sicuramente inclusa in un viaggio di carattere turistico, sia effettuato in auto, sia effettuato con i mezzi di trasporto. Informazioni utili sono disponibili sul sito www.discoverphl.com

Il nostro fantastico Ford F150 ha percorso in totale 3875 miglia (6200km) consumando in media 1 litro di benzina per 7,8 km; dato il tipo di veicolo ed i tracciati dobbiamo dire che è un veicolo davvero performante!!

 

Testo e foto by Fuoristradaweb.com

 

 

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