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China Silk Road Rally 2015

 parte I

Un Rally molto difficile non tanto per i tracciati quanto per tutto il resto. La China è un paese molto suggestivo, immenso, pieno di storia e di cultura in ogni dove. Questa manifestazione ha toccato località turistiche e non, offrendo una visione di un paese veramente unico, quello vero, quello che si puo' toccare con mano ed a volte anche cozzare contro di brutto. Il China Silk Road Rally è organizzato dai Cinesi e pubblicizzato in Europa ed al di fuori dalla Cina dal pluricampione francese Hubert Auriol: il mix cinese-francese è davvero esplosivo per chi non è ne cinese ne francese; quindi la vera competizione per costoro non è il percorso di gara, ma la possibilità di avere informazioni, di raggiungere i luoghi, ed ovviamente il tutto si complica maggiormente, poiché a parte i bravissimi e sparuti volontari interpreti, nessuno parla una lingua occidentale.
L’avventura ha inizio con l’arrivo a Xi’an, dove uno splendido parco ha accolto il bivacco e tutti i mezzi: un vero tripudio di “Copie Originali” di ogni sorta di veicolo, ecco che ad esempio il vecchio Nissan X Trail diventa l' MX6, l’Iveco si trasforma in Naveco, ed altri ancora. Gli equipaggi, in totale sono moltissimi, tra quad, moto, auto, copie di auto, strani buggy e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ci sono circa 100 mezzi, tutti coloratissimi ed agguerriti.

 

 

 

Tra costoro ci sono anche Europei ed Australiani, il team spagnolo Jaton è presente con Antonio Marmolejo ed Edu Blanco a bordo della Toyota Hilux T1, l’Isuzu Mu di Adrian di Lallo è arrivata da Perth e dall’Australasian Safari; il McRae è giunto dall’Oalnda con i colori del Modi Tech Team; poi naturalmente c’è il Team Peugeot con i due splendidi prototipi della 2008, condotti rispettivamente da Stephan Peterhansel - Jean Poul Cottrett e da Ciryl DespresDavid Castera. Quindi è facile fare un pronostico su quale sarà il podio definitivo: due Peugeot ed un Haval. Ma andiamo con ordine, dopo la cerimonia di partenza, realizzata in modo superbo, con ballerini, tv, e grande spettacolo pirotecnico, la prima tappa ha visto la carovana colorata effettuare un lungo trasferimento autostradale ( a pedaggio gratuito e corsia di uscita preferenziale per i veicoli del rally) di 565km per poi percorrere un settore selettivo di 102km lungo piste pietrose e polverose per raggiungere la splendida cittadina di Zhong Wei posta sul Fiume Giallo. La seconda tappa è stata un tripudio di sabbia, lo start a soli 20km dal bivacco posizionato all’interno di un parco divertimenti sulle dune e la sabbia ha dato filo da torcere a tutti i concorrenti per la totale lunghezza della prova speciale di 62km. Dopo il trasferimento la carovana di veicoli ha raggiunto la città di Alxa Zuoqi, dove la terza tappa è stata annullata per motivi organizzativi.


Le tappe intermedie hanno toccato aree di particolare bellezza, con delle boucle nel deserto nella regione dell Inner Mongolia e campo base ad Alxa Youqi, una cittadina di recentissima costruzione che conta circa 20 mila abitanti, costruita dallo stato per potenziare il commercio con la Mongolia. Qui ci sono due lunghe strade parallele tutte ben curate ed illuminate da led colorati, grandi statue di bronzo e di pietra adornano gli edifici governativi, nelle viuzze di collegamento del centro si sviluppa il commercio al dettaglio. La vita da queste parti assume un ritmo molto pacato, ed anche i veicoli in gara “rallentano” la corsa con due tappe relativamente brevi, ma sempre attraverso paesaggi stupefacenti.

 

 

La carovana colorata da Alxa Youqi raggiunge il circuito del Master Rally con una tappa brevissima ed un’esibizione all’interno del circuito stesso, prima di trasferirsi ai piedi della Grande Muraglia a Jiayuguan. Il bivacco in questa citta’ e’ davvero suggestivo, tutti i piloti hanno avuto il tempo di salire sul famoso monumento e percorrerne un tratto, prima di ripartire alla volta delle ultime tappe che hanno portato a conclusione la manifestazione a Dunghang. Una competizione decisamente impegnativa, lunga sia come giorni sia come km percorsi (ben 6000), ricca di fascino e di storia: dai Guerrieri di Terracotta di Xi’an ai conquistatori Mongoli a cavallo, agli esploratori come Marco Polo che transitò su queste piste molto prima delle auto a trazione integrale, importando sete e materiali preziosi, ed oggi troviamo le statue che li raffigurano ai piedi della Grande Muraglia. In tutta questa strada, grandi risultati sono stati quelli degli equipaggi non cinesi, che hanno affrontato difficoltà di ogni genere a cominciare dalla comunicazione. Un risultato clamoroso è stato quello del Team Jaton Racing che partito con il Toyota Hilux T1.2 un po’ indietro, giorno dopo giorno, con l’impegno costante del navigatore Edu Blanco e dei due strepitosi meccanici : Albert Blanco e Renato Delmestro, hanno ottenuto il terzo gradino del podio nella categoria T1.2 ed un 25simo posto assoluto su oltre 90 veicoli partiti. Il Toyota Hilux, cosi’ preparato, si è ben difeso contro i mezzi in gara, forte di un costante lavoro di controllo da parte dell’affiatato Team Jaton Racing, è stato anche particolarmente ammirato dai concorrenti cinesi, che hanno subito cercato di acquistarlo. Una competizione che rimmarà nella storia per la bellezza dei paesaggi, pertanto vale veramente la pena attendere il Silk Way Rally che a Luglio 2016 partirà da Mosca e raggiungerà Pechino, per toccare nuovamente le piste di questi deserti così lontani e così avvincenti, piuttosto che affidarsi ai francesi, ed ai soli cinesi i quali, a dire il vero, dopo un motto iniziale di diffidenza nei confronti degli europei, hanno cercato di fare il massimo per farsi comprendere e rendere accessibile la competizione anche agli stranieri.

 

Testo e foto by Fuoristradaweb.com

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