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Isuzu D-Max in Western Australia

Non e’ una fantasia, bensi’ e’ il Western Australia: al nostro arrivo troviamo lo splendido pick-up D-Max ad attenderci all’aeroporto di Perth: nero lucido e pronto ad accompagnarci attraverso 4731km tutti da scoprire e da apprezzare. Dopo aver caricato i bagagli all’interno del comodo ed ampio cassone coperto, ci mettiamo subito in viaggio, il primo trasferimento non e’ molto lungo, infatti attraverso Wanneroo raggiungiamo Lancelin, a soli 180km, lungo una splendida strada costiera, asfaltata e veramente poco trafficata. Lancelin e’ il paradiso dei fuoristradisti, infatti, pur essendo posizionato sulla costa a ridosso di uno splendido parco nazionale, e’ accessibile solo ai 4x4, tutte le spiagge sono dotate di questa cartellonistica, cosi’ come le piste, ecco perche’ soggiorniamo nello splendido Lancelin Lodge per sperimentare la guida sulla sabbia e tra le dune dell’Ute D-max (in Australia UTE e’ sinonimo di Pick-up), con il suo motore 3.0 litri 4 cilindri turbo abbinato al cambio automatico a 5 rapporti.

 

La trazione integrale viene gestita tramite un pulsante a rotazione, posto sul tunnel centrale del cambio, inseribile e disinseribile in marcia sino ad una velocita’ di 40km/h, mentre le ridotte si inseriscono a veicolo fermo, naturalmente, ma si sono rivelate superflue nella prima parte del nostro tracciato. La bellezza di Lancelin ci conquista, sia per le dune, sia per i paesaggi prospicenti il mare, ma le soprese continuano, salendo verso Cervantes, dove entriamo nel parco nazionale di Nambung, qui la vegetazione si fa molto interessante, arbusti bassi, piante grasse con splendidi fiori rosa, piccole palme chiamate alberi erba, il cui ciuffo sembra spettinato. Percorriamo le piste sabbiose e ci addentriamo nella zona dei Pinnacles, conformazioni rocciose a forma di stelo, roccia friabile di colore rosso ramato, le quali coprono una vastita’ incredibile ed attraversarla a bordo del nostro D-Max’ è particolarmente piacevole.

 

Grazie ai suoi 180 cavalli ci permette una mobilita’ incredibile ed una guida molto rilassata anche se con il volante posto a destra. Raggiungiamo cosi’ Jurien Bay, un agglomerato urbano piuttosto piccolo, preso d’assalto nella stagione turistica, per la bellezza delle spiagge e le baie particolarmente suggestive, a Jurien Bay facciamo la spesa per addentrarci poi verso nord nel Lesueur National Park, dove oltre a vivere appieno l’avventura fuoristrada, ci organizziamo per preparare anche una splendida grigliata, infatti tutti i parchi australiani offrono aree attrezzate con le griglie elettriche, e tutto il necessario per il pic-nic, queste aree sono ampie, pulite, gratuite e sempre funzionanti, la cultura del campeggio e del 4x4 qui regna sovrana. Ancora alcuni chilometri lungo la Indian Ocean Highway, prima di intraprendere le piste di terra rossa, in compagnia dei canguri – indiscussi padroni di casa – verso Horrocks.

 

Decidiamo di seguire l’Australasian Safari Rally, che si stà correndo proprio da queste parti, e ci rendiamo conto, di quanto immenso sia il Western Australia, per giorni e giorni percorriamo splendidi paesaggi immersi nella natura incontrastata, piste sabbiose rosso-ramato, arbusti che nascondono animali al pascolo, ed animali allo stato brado, come i wombat e gli emu; attraversiamo diverse riserve naturali, dove il fuoristrada e’ un mezzo non solo permesso, ma necessario e quindi ogni pista e’ accessibile, sembra una magia. L’uomo si e’ integrato nella natura, la rispetta e ci vive in simbiosi, come ci dimostra il piccolo agglomerato di Gascoyne Junction, ove sorgono alcune casine, un campo da tennis, un distributore di carburante e null’altro. Un tempo c’era la roadhouse, ma in seguito ad un’esondazione, nel 2010, e’ stata distrutta ed i lavori per la ricostruzione non sono ancora ultimati; e’ molto interessante chiacchierare con una coppia che abita nella casa “adiacente” al distributore ( e per adiacente intendiamo circa 7km), ci raccontano come la loro giornata e’ organizzata, come la loro vita viene scandita dalle stagioni e dalla luce del giorno; i rifornimenti di cibo vengono fatto nella citta’ piu’ vicina che risulta essere Carnarvon a soli 200km!! Proprio dietro l’angolo!!

 

La pista che intraprendiamo per raggiungerla e’ bellissima, molto ampia, e ben battuta, velocissima, tanto che diventa difficile rispettare i limiti imposti dalla circolazione australiana, il panorama circostante e’ favoloso, lo abbiam descritto piu’ volte, ma non ci stancheremo mai di ricordarlo e sicuramente lo sogneremo di continuo quando saremo intrappolati sulle nostre terribili autostrade! Carnavorn e’ famosa per la base NASA, che negli anni sessanta segui l’atterraggio sulla luna di Amstrong. Oggi resta la grande antenna ed il museo dedicato a questi avvenimenti. Nel tratto che ci porta a nord di Carnarvon verso Gnaraloo apprezziamo ancora di piu’ la coppia del nostro Ute D-Max, poiche’ grazie ai suoi 380Nm, che si manifestano gia’ a bassi regimi di giri ci togliamo dalle difficolta’ sul tratto di spiaggia che andiamo a percorrere, dove la sabbia bagnata diventa una morsa piuttosto intricata, inizialmente, poi la pista si riapre nuovamente e ci porta ad ammirare la bellezza del Dover Lighthouse prima e dell’Oceano Indiano, particolarmente agitato poi.

 

 

79km da percorrersi con attenzione alla sabbia, ma con un paesaggio mozzafiato che rende la guida offroad un’esperienza unica ed indimenticabile; tanto che il rientro a Perth viene ritardato, proprio per vivere appieno la bellezza di questi luoghi. Ma si sa il tempo e’ sempre troppo poco, quindi dobbiamo invertire la rotta e anziche’ proseguire sulle piste verso nord rientrare lungo un tratto asfaltato per raggiungere prima la costa a Scarborough dove soggiorniamo al Sunmoon Resort, (www. sunmoon.com.au) ed apprezziamo le caratteristiche del resort con tutti i servizi offerti; da qui abbiamo il tempo per visitare il Caversham Wildlife park, un’esperienza da non tralasciare assolutamente una volta giunti a Perth. Infatti qui si puo’ conoscere tutto sulla fauna australiana, accarezzare i canguri e dar loro da mangiare a volonta’, accarrezzare i koala prima che si addormentino ( cosa che succede di continuo) ed ancora wombat, canguri degli alberi, ed un’infinita’ di avifauna.

 

 

Sono ancora 60 i km che ci separano dalla citta’ di Perth, e nel poco traffico il nostro D-Max si disimpegna egregiamente, raggiungiamo il Sullivans Hotel, per trascorrere l’ultima sera in piena tranquillita’ e soprattutto in pieno centro citta’. (www.sullivans.com.au) Un’esperienza molto suggestiva, questo hotel e’ particolarmente accogliente , si trova in centro citta’, e nel contempo sulla baia ed ai bordi del fiume Swan e prospicente al Kings park, offre una vasta gamma di servizi, tra cui l’uso gratuito delle bici, per girare in citta’, fatto questo che ci colpisce, ma che evitiamo, visto la comodita’ del nostro mitico D-Max, dal quale a breve dobbiamo separarci seppur di malavoglia, dopo i 4731km ed i 422 litri di diesel consumati.

Il Sullivans, ha anche un comodo parcheggio ed una colazione che ci riporta in italia, per tipologia e qualita’ di prodotti, infatti scopriamo che l’hotel e’ diretto dal gentilissimo Marco Batacchi, di origine toscana, questo simpatico signore vive a Perth da 8 anni e ci racconta quale sia la qualita’ e la bellezza della vita in questa citta’. Cosi’ a fine viaggio abbiamo ancora una bella sorpresa e ripartire si fa sempre piu’ impegnativo.

(Testo e foto by fuoristradaweb.com)

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