Per il pilota forlivese Andrea Schiumarini certe gare fanno giri immensi e poi ritornano in Africa. Un gioco di parole sulla canzone di Venditti, per annunciare la prossima partecipazione del romagnolo all’Africa Eco Race 2026.
La gara, arrivata alla sua diciassettesima edizione, partirà il 24 gennaio 2026 con le verifiche a Tangeri, seguite il giorno dopo dalla cerimonia di partenza e da un prologo, novità assoluta.
Dal 26 gennaio al 7 febbraio si entra in gara con quasi 6. 000 chilometri di percorso che copriranno tracciati tutti in Africa, prima volta nella storia dell’evento.
Schiumarini ha sempre dichiarato il suo forte legame con il continente africano, dove ha mosso i suoi primi passi nel mondo dei rally raid e dove trova un ambiente perfetto per le sue caratteristiche di guida.
“L’Africa mi ha sempre affascinato ed è il luogo dove riesco ad esprimermi con più energia, dichiara il pilota forlivese, e l’Africa Eco Race è una gara che avevo messo nei miei programmi sportivi già da qualche anno. Non vedo l’ora di iniziare e questi 6.000 km di percorso sono un grande stimolo per dare il massimo.”
Il programma di gara, infatti, vede 5 tappe in Marocco, tra deserto e grandi piste del Regno, una giornata di riposo a Dakhla prevista per il 31 gennaio, 5 tappe in Mauritania dove si affronteranno le dune infinite e dei paesaggi più selvaggi del Sahara per poi arrivare all’ultima tappa in Senegal, con arrivo sul mitico Lago Rosa.
Tracciati impegnativi, selettivi sono le promesse di questa Africa Eco Race che ripropone avventura ed emozioni dei grandi rally africani.
“Sarò nuovamente alla guida del Century CR6 dopo la Dakar 2024, conclude Schiumarini, e per questo appuntamento mi sembrava la vettura giusta per affrontare i tracciati africani. Alla navigazione ci sarà Maurizio Gerini con il quale ho già condiviso l’abitacolo e quindi sono sicuro che ci divertiremo e daremo il nostro meglio per questa Africa Eco Race 2026 che si preannuncia veramente interessante.”
Un’edizione, infatti, che vede ben 289 iscritti rappresentanti di 27 nazioni. Numeri che fanno tornare ai tempi d’oro dei grandi rally raid dove avventura, sport e paesaggi mozzafiato hanno alimentato i sogni di tanti appassionati.
CENTURY CR6 – DATI TECNICI
Con un motore Chevrolet LS7 V8 da 7000 cc, CR6 ha una risposta immediata e una coppia elevata non appena si tocca il pedale.
Potenza / Coppia: 360 CV a 4600 giri/min / 680 Nm a 4300 giri/min
Cambio: SADEV SL924 sequenziale a 6 velocità
Frizione: AP tripla piastra CP7373
AFRICA ECO RACE
Da Tangeri al Lago Rosa: 6.000 km di Africa
· 5 tappe in Marocco, tra deserto e grandi piste del Regno
· giornata di riposo a Dakhla, porta d’accesso al grande Sud
· 5 tappe in Mauritania, nel cuore delle dune infinite e dei paesaggi più selvaggi del Sahara
· ultima tappa in Senegal, tra savana, baobab e sabbia, fino all’arrivo sul Lago Rosa
I numeri della gara
104 moto, di cui 40 nella categoria Xtreme Rider by Motul, la celebre Malle Moto senza assistenza
45 veicoli a 4 ruote, tra cui 20 SSV
5 camion
23 veicoli nella categoria Historic (22 auto e 1 camion), costruiti tra il 1970 e il 2007
14 moto e 13 auto nella categoria Raid, senza classifica, per chi vuole vivere l’esperienza del rally-raid senza la pressione del cronometro
300 veicoli totali tra concorrenti e assistenze
quasi 80 veicoli dedicati all’organizzazione

IL MALTEMPO CAMBIA IL PROGRAMMA DELL’AFRICA ECO RACE.
GIORNO 1 SOLO TRASFERIMENTO PER ARGINARE LE DIFFICOLTA’ DI NEVE, PIOGGIA E VENTO.
ANDREA SCHIUMARINI SI CONCENTRA PER I PROSSIMI GIORNI, QUANDO SI ENTRERA’ NEL VIVO DEL DESERTO.
Il meteo ha deciso questi primi giorni dell’Africa Eco Race. Un forte perturbazione ha creato criticità nella zona del nord del Marocco con pioggia, freddo pungente e vento oltre 100 km orari e la macchina organizzativa della gara si è trovata a dover prendere decisioni per la buona riuscita dell’evento ma soprattutto per la sicurezza dei piloti, soprattutto i motociclisti.
Dopo l’annullamento del prologo previsto per domenica 25 gennaio anche la prima prova speciale prevista per lunedì 26 gennaio è stata cancellata a causa di una forte nevicata che ha interessato il passaggio sulle alture dell’Atlante. Circa un metro di neve sarebbe stato troppo sia per i partecipanti che per i mezzi di assistenza.
Le prime immagini, infatti, delle strade che dovevano portare alla speciale di lunedì e anche il trasferimento che tutta la carovana del rally, parlavano chiaro. La neve è altissima e il vento soffia portando neve e ghiaccio ovunque, persino sui tergicristalli.
Una decisione, quindi, difficile per l’organizzazione ma necessaria per garantire la sicurezza e permettere di entrare poi nel vivo della gara.
Decisione che ogni pilota subisce perché interrompe quel flusso di concentrazione e preparazione che si programma da giorni.
“Niente prova speciale e un trasferimento di 800 chilometri, commenta Andrea Schiumarini, che affrontiamo come un test e un altro giorno di preparazione.”
Il pilota romagnolo, navigato da Maurizio Gerini, è in queste ore sulle strade marocchine per portare il Century CR6 al bivacco dove da martedì si entrerà nel vivo dell’Africa Eco Race. Il programma prevede 4 tappe in Marocco, 5 in Mauritania e una prova in Senegal che chiuderà l’evento con l’arrivo a Dakar – Lago Rosa il 7 febbraio.

ANDREA SCHIUMARINI AFFRONTA LA SECONDA TAPPA NEL SUD DEL MAROCCO.
“Siamo entrati nella gara.”
Prosegue l’avventura di Andrea Schiumarini all’Africa Eco Race 2026 con una seconda tappa che ha segnato l’ingresso nel sud del Marocco, regalando ai concorrenti scenari spettacolari e una prova tecnica, lunga e impegnativa, nel più autentico spirito dei rally-raid.
Ampi orizzonti, navigazione impegnativa e primi assaggi di quel deserto che regala libertà ed adrenalina.
La tappa ha alternato lunghe linee veloci a tratti rocciosi e accidentati, fino all’incontro con le prime, iconiche dune di Merzouga. Una giornata completa, dura e selettiva, che ha messo alla prova mezzi ed equipaggi.
Andrea Schiumarini ha raccontato così le difficoltà affrontate in speciale:
«Questa prova speciale ci ha fatto capire che oltre al road book dobbiamo navigare a vista per interpretare il percorso e per vedere ostacoli o altri elementi che possono compromettere la guida. Infatti, al secondo chilometro della speciale abbiamo preso una cavità nel terreno e siamo volati per 10 metri, fortunatamente senza conseguenze per nessuno. Questa giornata ci è anche servita per capire come migliorare il set up della vettura e anche per dire che finalmente ci siamo. Siamo in gara all’Africa Eco Race 2026.»
Un episodio che rende bene l’idea della complessità della tappa e dell’attenzione costante richiesta ai piloti, chiamati a interpretare il terreno chilometro dopo chilometro.
Lo sguardo è ora rivolto alla giornata di mercoledì 28 gennaio, con la tappa successiva che porterà la carovana da Tagounite ad Assa: 514 chilometri totali, di cui 440 di prova speciale, che l’organizzazione e i concorrenti sperano di poter disputare integralmente. Un’altra sfida impegnativa attende Schiumarini e Maurizio Gerini, navigatore del pilota romagnolo, pronti a confrontarsi con il deserto marocchino.

PISTE VELOCI E DUNE PER UNA TAPPA NUMERO TRE DOVE IL PILOTA INIZIA A SCALDARSI.
Sono state le dune del deserto Chegaga, uno dei più grandi del Marocco, ad aver fatto divertire la carovana dell’Africa Eco Race 2026.
La tappa numero tre, che si è svolta oggi mercoledì 28 gennaio, ha coperto un percorso di oltre 400 km e finalmente ha fatto dimenticare i giorni di pioggia, di neve e di vento freddo.
Andrea Schiumarini e Maurizio Gerini a bordo del Century CR6, hanno affrontato la tappa cercando di trovare il fattore migliore tra velocità ed interpretazione del road book. Il morale è alto tra i due piloti che sembrano aver trovato un dialogo perfetto a bordo.
“Prova speciale molto bella, dichiara il pilota romagnolo, con piste veloci, dove abbiamo toccato la massima velocità di 170 km, paesaggi meravigliosi con tratti di montagna e passaggi stretti dove ci siamo divertiti molto. Sulle dune dell’Erg Chegaga abbiamo fatto un ottimo lavoro guadagnando diverse posizioni. Il road book dell’Africa Eco Race non è mai scontato e quindi dobbiamo rimanere concentrati per interpretarlo al meglio. Oggi ci siamo proprio divertiti, ma ci stiamo solo scaldando."
Domani prova speciale numero 4 che avvicinerà la gara all’oceano Atlantico con un ritmo serrato su piste che richiedono concentrazione assoluta.

RITMO SERRATO E LA ROTTURA DI UN AMMORTIZZATORE NELLA QUARTA PROVA SPECIALE DI UN'AFRICA ECO RACE ANCORA APERTA.
Tappa numero 4 all’Africa Eco Race e il rumore dell’Oceano Atlantico si fa sempre più forte.
Lasciato il bivacco nelle vicinanze di Assa, i piloti hanno percorso 483 km di prova speciale con continui cambi di ritmo. Una variabile che in una tappa di rally raid bisogna saper gestire.
Sicuramente i paesaggi non sono mancati e le dune del parco di Khnifiss avranno reso ancora più affascinante i passaggi.
Andrea Schiumarini, che nella prova di ieri aveva conquistato un terzo posto e quarto in generale, ha mantenuto alto il livello di prestazione per quasi tutta la tappa ma ha subìto un problema meccanico che ha fatto perdere del tempo prezioso per la classifica.
Il suo racconto appena rientrato al bivacco descrive i dettagli di una speciale impegnativa per il pilota romagnolo.
“Abbiamo giocato al gatto e il topo con i primi due team per 450 km. Laghi salati piattissimi. Piste di roccia con l’alternanza di sassi tondi molto scivolosi e sassi taglienti pericolosi per le gomme. Ritmo serrato e di alto livello. Navigazione tutt’altro che semplice e piste quasi impercettibili in mezzo al nulla totale. Tutto bello e tutto bene fino a 30 km dall’arrivo quando ci siamo trovati l’ammortizzatore destro ad altezza vetro e la macchina appoggiata a terra. Non so cosa abbia provato questa improvvisa rottura perché eravamo su un tratto con poche sollecitazioni ma so cosa ha provocato; tubo dell’acqua rotto e via tutta l’acqua dal radiatore. La sosta per il cambio dell’ammortizzatore e riparazione idraulica con quello che avevamo ma questo ci è costata un’ora e 15 minuti che proprio non ci voleva. Ovviamente la gara è ancora lunga, quindi cercheremo di dare il meglio.”

UNA PROVA SPECIALE LUNGA ED IMPEGNATIVA A CAUSA DELLA ROTTURA DI UN TUBO DELL’IDROGUIDA
La quinta tappa dell’Africa Eco Race saluta il Marocco e dopo il giorno di riposo, previsto per domani sabato 31 gennaio, si entrerà nella seconda parte con i tracciati della Mauritania.
La tappa di oggi, con più di 300 km di trasferimento e quasi 400 di speciale, non ha cambiato registro rispetto alle precedenti, presentandosi con navigazione e percorsi impegnativi.
Un registro però ancora sfortunato per Andrea Schiumarini e Maurizio Gerini che hanno dovuto affrontare un altro problema meccanico.
“Giornata lunga e con la rottura di un piccolo tubo di trasporto olio dell’idroguida che ci ha obbligato a fermarci per riparare, perdendo così un'ora e mezza. Dopo la ripartenza non abbiamo potuto mantenere la velocità che volevamo, ma nonostante tutto siamo riusciti a chiudere la tappa e fare anche altri 200 km di trasferimento.”
Andrea Schiumarini è noto per il suo carattere sempre positivo, nonostante gli imprevisti, e approfitterà della giornata di riposo per impostare una nuova visione di questa Africa Eco Race 2026.

ANDREA SCHIUMARINI RIPARTE CON SLANCIO IN MAURITANIA NELLA PROVA SPECIALE NUMERO 6.
Riprende l’Africa Eco Race con la tappa numero 6, quella che apre ufficialmente il secondo capitolo del rally e segna l’ingresso in Mauritania dopo il giorno di riposo. Una frazione impegnativa con un lungo trasferimento di 438 km con partenza da Dakhla. La speciale si è conclusa a Chami con 152 km di tracciati caratterizzati da lunghi tratti fuoristrada e una navigazione più “aperta”.
Un vero e proprio cambio di scenario che introduce il secondo atto del rally africano.
Andrea Schiumarini ha interpretato al meglio questa tappa, chiudendo al 5° posto della classifica generale. Un risultato importante che conferma il ritrovato feeling del pilota romagnolo, tornato competitivo dopo due giornate difficili segnate da problemi tecnici e rotture.
La gara entra ora nel vivo, con la Mauritania pronta a diventare il banco di prova decisivo per uomini e mezzi. Schiumarini c’è, con nuova energia e determinazione.
“È stata una speciale rapida, con una velocità sempre tra i 150 e 170 km/h. Partendo indietro abbiamo subito la polvere ma siamo riusciti a guadagnare sugli avversari. Questo quinto posto ci permetterà di partire prima domani. Abbiamo dato il benvenuto alla Mauritania.”

DUNE, SABBIA MOLLE E PISTE VELOCI.
LA MAURITANIA UN TERRENO ENTUSIASMANTE.
La Mauritania ha accolto la carovana dell’Africa Eco Race con una prova speciale che lascia il segno, ma che tanto piace ai piloti.
Dune, sabbia, piste veloci e oltre 400 km da percorrere e da interpretare. Siamo entrati ufficialmente in quella fase dove si è totalmente immersi nella gara.
Andrea Schiumarini conosce questa dinamica dove abbassare la guardia non è un’opzione da valutare e la concentrazione deve essere maggiore per evitare errori e per superare ogni possibile insidia del secondo capitolo di gara, quello più impegnativo.
Dakar è all’orizzonte.
“Oggi ho iniziato a conoscere la Mauritania! Per me è la prima volta e devo dire che mi piace! Il percorso della prova speciale di oggi era tutt’altro che semplice come anche la navigazione, e a peggiorare la situazione un possibile problema alla strumentazione che stiamo però facendo verificare! Abbiamo attraversato qualche Erg di dune non troppo alte ma con sabbia molle ed erba di cammello molto fastidiosa! L’ultimo tratto invece ci ha regalato una bella serie di piste parallele e molto veloci che si scambiavano di continuo. La terra sta diventando più rossa!”

SCENARI MOZZAFIATO E DUNE DIFFICILI. MA QUESTA E L’AFRICA ECO RACE
Tappa ad anello che l’organizzazione ha definito “una delle prove speciali più belle di questa edizione”.
Wadi da attraversare, tratti offroad, sabbia e dune. Un percorso vario ma impegnativo che gioca sui cambi di ritmo e sui contrasti di un paesaggio che incanta ed inganna. Una giornata che piace ai piloti ma che non deve incantare.
Con un percorso di 415 km restiamo a Aidzidine, che ha visto la partenza e l’arrivo di questa nuova giornata all’Africa Eco Race, iniziata con un forte vento che ha costretto anche oggi ad uno start posticipato per permettere agli elicotteri di alzarsi in volo.
“È un peccato che non posso mostrare i bellissimi posti che attraversiamo durante le prove. Oggi avevano detto che sarebbe stata la tappa più bella ed avevano ragione. Canyon di pietra nera e luccicante, deserto, fiumi con sabbia fine all’interno, poi sono iniziate le dune impegnative come la navigazione, ma ormai lo sappiamo che questa è l’Africa Eco Race.”

ANDREA SCHIUMARINI TROVA IL SUO RITMO SULLE DUNE DELLA MAURITANIA E CHIUDE SECONDO NELLA TAPPA NUMERO NOVE
La tappa numero nove dell’Africa Eco Race 2026 sembra avere avuto due obiettivi: ritmo costante e precisione nella navigazione. I piloti conoscono questo paradigma che ad ogni prova diventa anche un mantra. In prove come quella di oggi, infatti, non sono concessi errori perché il ritmo è stato serrato fino all’ultimo chilometro.
Sabbia veloce, piccole dune e piste veloci hanno regalato adrenalina per gli oltre 400 km di percorso. Sono state però le dune a dare più filo da torcere in questa sezione a causa della sabbia molle che ha fatto piantare moto e macchine.
“Questo tipo di deserto non lo avevo mai affrontato e le dune sono molto impegnative. La sabbia molle, dove è facile piantarsi, è insidiosa ma oggi siamo andati forte e la tappa è stata veramente bella, come la pista da cross con gli alberi – che siamo riusciti ad evitare prontamente – era divertente ma non da sottovalutare. Secondi nella prova è un bel risultato.”

ANDREA SCHIUMARINI VINCE LA TAPPA NUMERO 10
Il pilota romagnolo, navigato da Maurizio Gerini, ha domato le dune e dominato il tracciato. Una conduzione pulita e puntuale del Century CR6 ha portato ad una vittoria che ha il sapore della conferma.
Siamo alle battute finali della gara e questa decima tappa torna su un percorso ad anello, che si apre subito con le dune per poi svilupparsi in un’alternanza di tratti veloci e sabbiosi. A fare la differenza, però, è stato il finale, che ha richiesto una gestione attenta sia della guida sia della navigazione. Senza dubbio una delle tappe più dure di questa edizione, senza tralasciare la straordinaria spettacolarità dei paesaggi.
Per riassumere questa giornata si potrebbe dire che oggi “ci voleva il fisico” per affrontare al meglio i 445 chilometri di gara.
Andrea Schiumarini e Maurizio Gerry Gerini hanno dimostrato di avere fisico, testa e cuore.
Con un dominio già dai primi chilometri e una conduzione pulita e precisa, il team italiano ha saputo tenere testa ai leader di classifica, messi a dura prova dal tracciato e dalle insidie di questa prova speciale. Una vittoria che ha il sapore della rivincita dopo giornate non facili per il pilota romagnolo e che conferma come, su questi terreni e con il Century CR6, ci siano tutti gli elementi per essere protagonisti e condurre una gara di alto livello.
“Finalmente è arrivata! Questa vittoria ci è sfuggita di mano più volte per vari motivi, non si voleva concedere. Non abbiamo mai smesso di crederci e soprattutto non abbiamo mai mollato. Oggi per me è la prima vittoria di tappa ed è anche la prima volta che apro la pista delle auto. Spesso è una fortuna, per la polvere che cala notevolmente, altre volte è un problema perché sei il primo a scegliere le traiettorie. Gerry alla navigazione ha fatto un capolavoro e negli ultimi 50 km di pista sabbiosa, in mezzo agli arbusti stile Baya California, abbiamo tirato al massimo il Century. Ci siamo divertiti come i bambini al luna park! Per far capire quanto ho dato alla guida ho le braccia doloranti. Un grazie a tutto il team di supporto per il grande lavoro fatto al bivacco ogni sera.”
Il profumo di Dakar comincia ad avvicinarsi e la carovana dell’Africa Eco Race lo sente nell’aria.

ANDREA SCHIUMARINI VELOCE NELLA TAPPA NUMERO UNDICI COLLEZIONA UN ALTRO SECONDO POSTO.
Tappa numero 11 ed entriamo in un nuovo stato. Lasciata la Mauritania i piloti hanno fatto il trasferimento per entrare in Senegal dove si è svolta la speciale di 103 km – speciale accorciata di 28 chilometri dal programma originale.
Un passaggio veloce che apre l’ultimo capitolo di questa 17° edizione della AER.
“È stata una prova speciale velocissima, guidata e davvero divertente, con passaggi tra alberi e arbusti. L’ingresso in Senegal ci fa sentire che il traguardo dell’Africa Eco Race si avvicina, dopo una gara bellissima e molto impegnativa. Domani l’arrivo a Dakar: il Lago Rosa ci aspetta e saremo concentrati e pronti a dare il massimo anche nell’ultima tappa.”
ANDREA SCHIUMARINI SALE SUL PODIO ANCHE NELL’ULTIMA PROVA DELL’AFRICA ECO RACE CHE SI E’ CONCLUSA CON L’ARRIVO AL LAGO ROSA – DAKAR.
Dodici tappe tra dune, sabbia molle e tracciati veloci. Tre stati attraversati; Marocco, Mauritania e Senegal. Colori, profumi e culture millenarie.
Tutto questo è stata l’avventura all’Africa Eco Race 2026.
Andrea Schiumarini, pilota romagnolo, ha condiviso questo appuntamento sportivo con Maurizio Gerini a bordo di un Century CR6 a due ruote motrici vivendo i tracciati di una gara che riporta con il suo programma ai fasti e alle emozioni dei grandi rally raid del passato, ma con una visione moderna.
Schiumarini ha debuttato all’Africa Eco Race in questa edizione che non ha deluso le aspettative.
“Una bellissima gara, dichiara il pilota forlivese, con un alto livello nei tracciati che non sono stati semplici. La navigazione ha richiesto impegno e molta esperienza e per questo sono felice di aver avuto al mio fianco Gerry.”
Dopo una partenza condizionata da alcuni problemi meccanici, Schiumarini ha saputo dominare il percorso con una guida precisa e veloce, conquistando così la vittoria in due speciali (decima ed dodicesima) e due secondi posti nella tappa numero 9 e 11.
“Arrivare al Lago Rosa in prima posizione è una bellissima sensazione, continua Schiumarini, e anche una grande emozione. Sono cresciuto con il mito di questo luogo che ha visto e raccontato le più belle storie di questo sport.”
La carovana dell’Africa Eco Race ha infatti raggiunto il Lago Rosa dove in un’atmosfera di festa e di condivisione si è svolta la parata del podio con i vincitori.
Schiumarini chiude questa diciassettesima edizione al 12° posto in classifica generale AUTO.
Crediti foto: Francesca Gasperi
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