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JEEP WRANGLER JK CRD RUBICON LAROSSA 4X4

25/09/2017

 

JEEP WRANGLER JK CRD RUBICON LAROSSA 4X4

 

 

L’ALTERNATIVA RAGIONATA

 

Di Wrangler, sarete d’accordo, ne vediamo davvero in tutte le salse. Eppure è sempre lei la 4x4 del momento. Una fuoristrada che racchiude l’intera stirpe Jeep, iconica come solo poche altre, con la sua moderna tradizionalità interpretata dagli appassionati in infinite personalizzazioni.
Larossa 4x4, invece, è un nome relativamente nuovo (www.larossa4x4.it), da poco più di un anno legato indissolubilmente non solo al marchio Wrangler ma a tutto l’universo che gravita attorno ai brand Chrysler, Dodge e Jeep. L’autofficina milanese, dallo scorso anno operativa e rapidamente divenuta punto di riferimento per la manutenzione ordinaria e straordinaria, allestimenti e preparazioni incluse, è una realtà decisamente ben inserita tanto nelle esigenze di intervento meccanico quanto nella vita attiva di cui ogni fuoristradista dovrebbe essere attivo partecipe.

 

AMERICANI A MILANO

 

 

 

Esperti non ci si improvvisa, davvero (se non a discapito del cliente). E il comprovato bagaglio di Massimo Larossa proviene da una ventennale esperienza sul campo, come dipendente di una delle più grandi autoconcessionarie lombarde Chrysler-Jeep, spaziando dall’officina all’accettazione, al completo service post-vendita. Ma come a tutti capita prima o poi, la voglia di mettersi alla prova e l’intraprendenza covata nel fondo dell’anima hanno avuto il sopravvento, pulsioni dalle quali ha preso forma Larossa 4x4, moderna struttura nel cuore dell’hinterland metropolitano, dislocata tra Cologno Monzese e Sesto San Giovanni, facilmente raggiungibile sia dall’ambito urbano che da tutta la provincia circostante. Ed è da qui che, oltre alle manutenzioni di routine che affollano i ponti sollevatori, prendono forma alcune delle preparazioni Jeep che vedete circolare sulle strade o nei più celebrati raduni di 4x4 che animano da queste parti la vita fuoristradistica amatoriale degli appassionati.

 

L’IMPORTANTE E’ (NON) ESAGERARE

 

Qualcuno l’avrà avuto come “maestro”, qualcun altro come ispiratore o mentore durante le uscite sociali del club. Saranno in molti di voi a riconoscere in queste foto la JK Rubicon di Walter, fuoristradista di lungo corso, la cui decennale passione sfocia nell’attività collaterale di Istruttore federale Fif. In linea con un competente equilibrio funzionale, questa Wrangler potrebbe essere definita come preparazione intermedia e ponderata, non così esagerata da rendersi inguidabile su strada ma ritoccata quel tanto che basta per garantire una migliore e decisiva motricità sui fondi più sconnessi. Potendo contare su un doppio blocco differenziali già di serie, il lavoro principale si è concentrato naturalmente sugli elementi elastici ed i loro vincoli, a partire dai puntoni regolabili della californiana Full Traction, da cui provengono anche entrambe le barre panhard, regolabili anch’esse in funzione del rialzo operato. Non un incremento esagerato, come detto, ma giusto quei 2,5 pollici in più garantiti dal nuovo setup offerto da molle e ammortizzatori del kit Fox 2.0. Ad equilibrare tutti gli organi meccanici al guadagno in termini d’altezza concorrono i vari rilocatori, dalle biellette anteriori Rubicon Express a quelli della barra panhard posteriore Aev, fino a quelli per adeguare i tubi dei freni Jks e il nuovo ammortizzatore di sterzo Omixada, senza scordare tamponi di fine corsa adeguatamente spessorati.

 


Un iniezione di potenza al già prestante quattro cilindri Turbodiesel CRD 2.8 viene elargita da una sapiente rimappatura della centralina, che porta da 177 a 215 CV la potenza massima disponibile, provvidenziale surplus per movimentare ruote di maggiore diametro, con distanziali ai mozzi in duralluminio da 30 mm e pneumatici Goodyear Wrangler Duratrac da 315/70 R17.

 

 

TAKE A LOOK

 

La prima impressione conta, eccome. Per questo l’aspetto esteriore di questa JK non trascende dall’insieme originale, apportando però nuovi elementi e sostituzioni che all’estetica abbinano un aspetto assai funzionale. Innanzitutto i paraurti, entrambi originali Mopar 10° Anniversario, con l’anteriore predisposto per ospitare un verricello Warn Zeon 8S e i suoi 50 metri di cavo tessile da 10 mm celato dietro la targa anteriore, con ganci di ancoraggio immediatamente individuabili verniciati in rosso fuoco e fari antinebbia a led, che fanno il paio coi faretti di profondità piazzati sopra al paraurti e davanti ai montanti del parabrezza. Quanto basta per illuminare a giorno ogni operazione di disincaglio.

 

 

Ai 4 pollici di larghezza dei parafanghi maggiorati Full Traction si sommano un paio di centimetri aggiunti tramite un profilo in gomma universale, giusto per restare in sagoma con la sporgenza delle ruote senza attingere all’esoso ingombro dei più dimensionati parafanghi da 6 pollici, adatti a preparazioni davvero estreme. Mascherina V-Shape e retina Rugged Ridge completano la vista frontale, con un deflettore cofano AVS a protezione dei lamierati dal pietrisco sparato dalle auto che precedono.
Della grafica rinnovata fanno parte le scritte Rubicon Anniversario, i loghi Jeep con doppio teschio - a sottolinearne le intenzioni bellicose - e l’immancabile stella a cinque punte a tutto cofano, oltre alla massima sul parabrezza che esprime al meglio una filosofia di vita condivisa da molti jeepers!

 

UN POSTO PER OGNI COSA

 

 

L’assetto più corretto vale non solo per l’hardware, ma anche per il pilota. La vista dominante dall’alto tipica delle fuoristrada qui è stato accentuato da un rialzo sotto la slitta dei sedili, messo a punto da Larossa 4x4 mediante spessori in acciaio, che elevano di ulteriori centimetri la seduta anteriore.

 

 

 

Tasche, portaoggetti e protezioni varie integrano la dotazione dell’abitacolo, preservando dall’usura gli interni grazie ai tappetini in gomma spessa originali Jeep, battitacco dedicato per agevolare il grip con scarpe bagnate nell’accesso alla vettura e un pratico cuscino Quadratec sul bracciolo centrale per la più confortevole guida durante i lunghi trasferimenti. Molto particolari e stilose le impugnature delle leve di cambio, riduttore e freno a mano Drake, realizzate con particolari in alluminio zigrinato e inserti in gomma antiscivolo. All’interno del portellone posteriore una pratica borsa Smittybilt provvede a mantenere nelle sue robuste tasche sempre in ordine ogni accessorio, dai grilli per il cavo di traino alle strops fino a moschettoni e torcia elettrica. E quando il telefono è fuori campo il buon vecchio ricetrasmettitore CB President (con antenna a frusta in acciaio) tiene costantemente tutti in contatto sulle onde radio della citizen band.

 

 

 

Testo e foto tecniche

by Duilio Damiani

dudidami@gmail.com





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